martedì, novembre 13, 2018
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Svezia: ipotesi di governo

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Questo weekend si sono tenute le elezioni in Svezia, con un discreto risultato ottenuto dalla forza prorompente del movimento identitario Democratici Svedesi e un leggero calo dei primi due, storici, partiti che si contendono la premiership, quello dei Moderati e i Socialdemocratici.

Va subito fatta una precisazione: il sistema elettorale svedese è un proporzionale puro, che consente la reale rappresentanza elettorale rispetto alla percentuale di consensi conseguiti alle urne, superato uno sbarramento del 4%.

Per la terza legislatura consecutiva (le altre due furono quella insediatasi nel 2010 e nel 2014) vediamo sempre gli stessi partiti che si insediano in parlamento con i propri gruppi, ed il trend si conferma in leggero calo per lo schieramento dei Socialdemocratici, con una sostanziale egemonia dal dopoguerra ad oggi, pur con il risultato più deludente di sempre, con il 28% dei consensi. Seguono i Moderati con il 19,8%, mentre al terzo posto si posizionano i Democratici Svedesi, partito identitario e radicale, con il 17,4%. Completano l’arco costituzionale il partito di Centro con l’8,6%, il Partito della Sinistra con il 7,9%, seguito dai Cristiano Democratici con il 6,4%, i Liberali con il 5,5% ed infine i Verdi, che con il loro 4,3% superano di un soffio la soglia di sbarramento.

La Svezia non è nuova rispetto ai cosiddetti “governi di minoranza” ed i seggi ottenuti dai vari partiti determinano l’impossibilità di una maggioranza organica e coerente con quanto promesso in campagna elettorale. Da un lato potrebbe esserci una coalizione post-elettorale di centrosinistra con un totle di 144 seggi, mentre dall’altra parte il centrodestra conta 143 deputati eletti. La maggioranza assoluta, essendo in totale 349 i seggi, sembra francamente un traguardo inarrivabile anche con accordi politici e convergenze programmatiche.

L’ago della bilancia per un possibile governo di centrodestra sta proprio nei DemSvedesi, che potrebbero confluire rispetto ad una coalizione di centrodestra atipica e che sui temi caldi come quello dell’immigrazione,

Un’altra possibile soluzione è quella di un’alleanza governativa tra Socialdemocrazia e Moderati, prendendo anche il Centro all’interno della coalizione post elettorale. Esso corrisponderebbe a 202 deputati (101+70+31) e darebbe effettivamente stabilità sul piano programmatico, ma sicuramente le segreterie di partito la terranno ultima stanza.

Andrea Zappelli

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