martedì, Luglio 27, 2021
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Il disperato appello di Alain: “Dov’è mio figlio?” Sparito da più di un mese, domani inizia la scuola

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Non sa dove si trovi suo figlio. Domani avrebbe dovuto accompagnarlo a scuola. E ora lancia un disperato appello.  Alain A, 42 anni, è residente in Lombardia. La sua storia è lunga e complicata. E, come spesso accade, parte da una relazione, poi interrotta, con un figlio che si trova a farne le spese. Alain conosce la ex compagna intorno all’anno 2000 in Mozambico, dove si era recato come volontario per una congregazione italiana. E’ proprio lì che conosce lei.

“Ci siamo frequentati e innamorati – racconta -, l’ho portata con me in Italia e poco dopo abbiamo deciso di andare a stare in Mozambico. Ho così conosciuto i suoi familiari e abbiamo cominciato a vivere insieme. Le cose sono cambiate con la nascita del bambino, nel 2011. E ci siamo separati. Io sono rimasto altri tre anni in Africa perché non volevo lasciare mio figlio. Dopo un po’ di tempo lei ha iniziato a frequentare un altro uomo italiano, che tra l’altro ho conosciuto. Non avevo rancore nei suoi confronti, anzi mi faceva piacere che avesse una relazione stabile per il bene del bambino. Ma da lì ha avuto inizio il mio tormento”.

“Mi hanno detto – continua – che volevano rientrare in Italia e ho dovuto firmare io per il bambino. L’ambasciatore dell’ambasciata italiana in Mozambico mi ha consigliato di regolarizzare i documenti di mio figlio. E così l’ho registrato all’anagrafe del comune in cui vivo. Nel 2013 sono rientrato in Italia. La mia ex, con il suo nuovo compagno, si è stabilita a Roma. Ma potevo vedere il bimbo, tanto che ha passato il Natale con me”.

Alain chiede di trascorrere un’altra settimana con il bambino. E da lì iniziano i guai. “Il compagno di lei – spiega – ha minacciato di denunciarmi per sottrazione di minore. Ho iniziato ad informarmi su come potevo agire per vie legali. Sono riuscito a presentarmi di fronte al Tribunale dei minori. Ma lei non si è fatta viva. Dopo due giorni è venuta a casa mia, ha preso il bambino ed è sparita. Mi sono fermato con i tribunali per cercare di recuperare la cosa. Poi, un giorno di qualche anno fa, ricevo una lettera in cui mi viene comunicato che mio figlio era stato cancellato dall’anagrafe del mio Comune e che era stato registrato invece a Roma. Ho iniziato tramite i social a cercare mio figlio. Il bimbo aveva frequentato la scuola materna da me e la madre l’aveva prelevato dopo cinque mesi dall’inizio dell’anno, nel 2016. Da quel momento è sparita con mio figlio per un anno e mezzo”.

Alain viene quindi a sapere che la sua ex non frequenta più, se non saltuariamente, il nuovo compagno e che addirittura si è trasferita in Calabria. Viene anche a sapere della sua nuova relazione con uomo italiano impiegato per una tv nazionale.

“Nel frattempo  – aggiunge – non sapevo dove fosse mio figlio, che scuola frequentasse.  Ho chiamato l’Anagrafe del Comune dove sapevo viveva per chiedere notizie. Ma non era più registrato neanche lì. Sparito. A questo punto lancio una campagna mediatica attraverso i social, e lei mi contatta. Mi dice di andarlo a prendere. Vado a Roma, era quasi Natale. Siamo nel 2017. Vengo a sapere in quale istituto scolastico è iscritto e anche chi si era occupato della pratica: il suo primo compagno dopo la nostra separazione. Com’era possibile?”

E ancora: “Parlo con le insegnanti. Mi mandano i compiti di Natale. Il bimbo trascorre con me il periodo delle festività, poi lo riporto a Roma per il rientro a scuola. Lui non ci vuole più andare.  Lo prendo e lo porto con me in Lombardia. Nel frattempo inizio a frequentare una ragazza di Tarquinia. Trascorro a fine maggio di quest’anno le vacanze con lei e prendo anche mio figlio. Con la mia ex firmo un accordo per vedere entrambi il bambino. Ma poi arriva il voltafaccia. Quando è il mio turno lei dice che non me lo darà più. Che non crescerà con un’altra donna”.

E conclude: “Domani sarebbe il primo giorno di scuola. E’ da più di un mese che non so che fine abbia fatto mio figlio. Ho sporto querela. Lei non pensa al futuro del bimbo. Io sono disposto a qualsiasi tipo di accordo. Ma voglio che il giudice stabilisca tutto nero su bianco. La mia paura è che voglia portare il bambino in Mozambico”.

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