mercoledì, settembre 26, 2018
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Tutti i numeri delle elezioni in Svezia

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Elezioni in Svezia: la settimana scorsa commentavamo i possibili scenari di voto, rispetto alle elezioni svedesi che si sono tenuti giusto lo scorso weekend, e le possibili implicazioni europee rispetto alla vittoria di uno schieramento, piuttosto che un altro (https://www.la-notizia.net/2018/08/29/elezioni-in-svezia-del-9-settembre/ qui il link dell’articolo, per approfondire).

L’esito della consultazione elettorale non ha particolarmente sorpreso gli osservatori e i think tank, che avevano valori molto simili a quelli che si sono poi consolidati allo spoglio delle urne, già da qualche settimana, grazie a dei sondaggi svolti in maniera corretta ed equilibrata. Ma ci sentiamo comunque di sottolineare alcuni aspetti non previsti dagli opinion leader della stampa svedese ed internazionale.

In primo luogo il partito dei Democratici Svedesi, euroscettico e di matrice nazionalista-identitaria, a discapito del nome che richiama al nostro Partito Democratico, ha ottenuto i consensi del 17,6% dei votanti, risultato certamente storico ed in linea con la crescita che questo movimento affine alla Lega Salviniana ha avuto negli ultimi anni (+4,7% dalle elezioni politiche del 2014); dato però il trend particolarmente positivo negli ultimi sondaggi e l’impossibilità di testare l’elettorato nel mese antecedente alle elezioni, ci si poteva anche aspettare il superamento del 20% che avrebbe sicuramente ridisegnato le geometrie politiche dell’arco costituzionale scandinavo.

Mantiene il primato il Partito Socialdemocratico, con la premiership uscente, come ha quasi sempre avuto, in effetti, dal dopoguerra ad oggi, ma con un risultato scadente rispetto alla sua tradizione: 28,4% dei voti; esso è seguito dal Partito Moderato, che pur perdendo consensi, mantiene l’egemonia all’interno del centrodestra. Già analizzata la situazione per i Democratici Svedesi, che arrivano terzi nelle percentuali dei voti, e precedono gli altri 5 partiti che sono riusciti ad entrare in parlamento, superando l’asticella del 4% di sbarramento. Il partito di Centro ottiene l’8,6%, la Sinistra “radicale” il 7,9%, per Cristiano-democratici e Liberali rispettivamente 6,4 e 5,5%, mentre i Verdi entrano registrando un risicato 4,3%.

Possiamo osservare come i partiti che ottengono una rappresentanza nel parlamento svedese siano gli stessi sin dal 2010, passando per il 2014, con un calo generale per i due partiti che storicamente si contendono la premiership (Socialdemocratici e Moderati), a vantaggio di tutti gli altri schieramenti che si sono proposti alle elezioni.

Tra le liste che si sono presentate alla competizione elettorale, che non sono riuscite ad entrare in parlamento sono degne di nota quella della destra radicale e la lista femminista, ascrivibile ad un segmento elettorale di sinistra integralista.

Enrico Bolzan

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