martedì, novembre 13, 2018
Home > Italia > Attacco con l’acido in Ucraina: oggi secondo intervento chirurgico per Giovanni Arcangeli

Attacco con l’acido in Ucraina: oggi secondo intervento chirurgico per Giovanni Arcangeli

< img src="https://www.la-notizia.net/giovanni-arcangeli" alt="giovanni arcangeli"

ODESSA – Ha già sostenuto il primo intervento chirurgico – l’esito sembrerebbe essere stato positivo – e nella giornata di oggi dovrà affrontare il secondo. Si dice ottimista Giovanni Arcangeli, malgrado abbia subito un’aggressione con l’acido in Ucraina,  dove si trova per avere la possibilità di stare accanto al figlio. Possibilità che ad ora gli viene negata. Nessuna notizia, al momento, circa i presunti responsabili del gesto. Ma l’avvocato Maria Rosa D’ursi, del foro di Torino, preannuncia battaglia.

La mattina del 9 settembre Arcangeli era uscito di casa per effettuare alcune commissioni. Al rientro a casa, uno sconosciuto gli ha gettato addosso dell’acido e poi si è dato alla fuga. Sono stati alcuni passanti a lanciare l’allarme. Sul posto i soccorsi, che hanno disposto per l’uomo l’immediato trasferimento in ospedale a Odessa. “Non ho nemici qui – ha dichiarato nell’immediatezza dei fatti – non ho rapporti stretti con nessuno: l’unico contenzioso in atto è quello con mia moglie per quanto riguarda il bambino”.

Giovanni Arcangeli è protagonista di una tra le tante storie di sottrazione internazionale di minori. E’ padre di un bambino di quasi 6 anni. “Nell’estate del 2016  – aveva raccontato al nostro quotidiano – la mamma del bambino, durante una vacanza, lo ha trattenuto in Ucraina soggiornando presso l’abitazione dei genitori di lei. Da maggio 2018 non l’ho più visto. Ho subito presentato istanza di rientro ai sensi della convenzione dell’Aja del 1980 direttamente in tribunale, ma sono passati quasi 2 anni e non hanno ancora emesso una sentenza”.

Un’odissea incredibile, interamente documentata. Ma che sembra ben lontana dal concludersi a breve. “Ne frattempo il bambino  – prosegue Arcangeli – non è andato all’asilo per un anno, pur necessitando di supporto logopedico poiché a 4 anni ancora non parlava. Eppure ogni mattina veniva condotto in una casa dove, ho scoperto poi, una insegnante di letteratura aveva organizzato in casa propria un asilo privato illegale, condotto senza licenze e senza controlli sanitari”.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: