giovedì, Ottobre 21, 2021
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Democratici o antidemocratici che impongono il proprio volere come fosse il “verbo”?

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Democratici o antidemocratici? La democrazia (dal greco antico: δῆμοςdémos, “popolo” e κράτοςkrátos, “potere”) etimologicamente significa “governo del popolo”, ovvero sistema di governo in cui la sovranità è esercitata, o indirettamente, dal popolo, generalmente identificato con l’insieme dei cittadini che ricorrono ad una votazione.

Nella nostra Costituzione questa affermazione è sancita nella seconda parte dell’articolo 1 che recita: “La sovranità appartiene al popolo”.

In sostanza poco importa se parliamo di una democrazia partecipativa, deliberativa o diretta: il principio è sempre lo stesso. E’ il popolo che, in varie forme, decide ed anche in questo caso l’art. 1 della Costituzione regola la questione asserendo che: il popolo la esercita nelle forme e nei limiti della costituzione. I democratici, e tutti coloro i quali si autodefiniscono tali, dovrebbero attenersi scrupolosamente a questo fondamento.

Dobbiamo tuttavia registrare che in Italia siamo ben lontani da questi principi fondamentali che piuttosto sembrerebbero invocare a “dittature di regime”, che nulla hanno a che vedere con quella che dovrebbe essere la democrazia.

Gli ultimi anni segnano prepotentemente la disgregazione della parola democrazia interpretata ed imposta da pochi come una rigida forma di governo di élite.

Nemmeno le tanto sospirate e attese elezioni parlamentari sono riuscite a rendere democratico il volere popolare, anche grazie ad una legge elettorale scientemente approvata dai democratici antidemocratici.

Pressioni ed interessi extranazionali, quindi non democratici, non hanno consentito che la coalizione maggioritaria, che aveva ottenuto più voti popolari, potesse provare a formare un governo.

Le indicazioni forti comunque hanno fatto sì che, giusto o sbagliato, due partiti, pur se tanto diversi tra loro, insieme, potessero comporre la maggioranza.

Ma i democratici e tutti coloro che tali si definiscono, forti del sostegno mediatico che sapientemente nel tempo hanno saputo gestire, non ascoltando minimamente la voce popolare, anzi contrastandola e creando numerosissime tensioni sociali, continuano in maniera imperturbabile a voler imporre il loro “verbo” come verità assoluta, per di più sostenuti da forze non nazionali ma che hanno tutto l’interesse a sottomettere lo stato Italiano ed i suoi cittadini.

Nessun confronto, nessun dialogo ma solo imposizioni piovute ed imposte dall’alto. E’ da rilevare come dalle sedi centrali ed i palazzi di potere romani, i democratici trasferiscano l’antidemocrazia nei palazzi periferici, partendo dai comuni, anche i più lontani, piccoli o grandi che siano, purché a maggioranza “democratici”.

Per non parlare del caso della nave Diciotti: amministratori locali, oltre a Democratici nazionali, così si definiscono, si sono schierati contro un provvedimento del ministero degli Interni, appoggiato dal un preciso volere popolare.

E come non evidenziare il gran rifiuto del sindaco Leoluca Orlando di incontrare il Presidente del Consiglio recatosi in Sicilia, a Palermo, per commemorare il primo prete ucciso dalla mafia, “ Padre Puglisi”?

Un gravissimo sgarbo istituzionale, che mette in difficoltà la città di Palermo.  Non parliamo poi dei democratici di Erice e Trapani: due consigli comunali che….. con grande senso di antidemocrazia pretendono la “ Dichiarazione di Antifascista”, caso che sta suscitando una fortissima contrapposizione locale. Il consiglio comunale di Trapani ha infatti approvato la mozione antifascista. Pertanto, la concessione comunale degli spazi pubblici per manifestazioni di qualunque tipo sarà subordinata alla presentazione di una dichiarazione in cui si ripudia il fascismo.

In altro articolo potrete leggere la dichiarazione contraria del Consigliere Comunale Dott. Gaspare Gianformaggio. Insomma, democratici? Certamente NO, e per di più, sembrerebbe che anche negli USA i democratici siano… ANTIDEMOCRATICI.

Ettore Lembo

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