martedì, Novembre 30, 2021
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Operazione Anaconda, corruzione per alloggi popolari: sei arresti a Roma /Video

roma

Roma – La Polizia di Stato del commissariato Fidene, unitamente  al personale del III° Gruppo Nomentano della Polizia  Locale  Roma Capitale, ha svolto una complessa indagine volta a contrastare il fenomeno della corruzione nelle assegnazioni  degli  alloggi  e dei  locali commerciali  dell’ ATER.  Al termine dell’attività investigativa, coordinata dalla Procura  di  Roma,  l ‘A.G. ha chiesto ed ottenuto dal G.I.P., Dr.ssa Alessandra BOFFI, l ‘emissione di nr.  6  ordinanze  di  custodia  cautelare  agli  arresti  domiciliari, a carico di soggetti che, in qualità di funzionari pubblici, operavano all’interno del comune di Roma.

Ai predetti sono stati contestati, a vario titolo ed i  concorso tra loro, i  reati  di  corruzione  per  atti contrari ai doveri d ‘ufficio,  accesso  abusivo  ad  un  sistema  informatico  e  telematico ,  falsità  materiale commessa  dal  pubblico  ufficiale  in atti  pubblici. Le misure cautelari, sono state eseguite dagli agenti del commissariato Fidene e dal  personale del III° Gruppo Nomentano,  nei   confronti  delle  sottoelencate persone:

1)        S. A.   romano di 52 anni,   funzionario A.T.E.R.;

2)        L.  C. , romano di 41 anni, dipendente  ATER ;

3)        G. E. romano di 39 anni, all’epoca dei fatti dipendente ATER, attualmente  in

Pensione;

4)        M. G. , romano di 59 anni, dipendente del  Comune di  Roma;

5)        B. V. ,  romano di 58 anni;

6)        T. M. , romana di 60 anni.

L’attività di indagine, svolta a partire da maggio 2015, ha messo in luce l ‘esistenza di uno strutturato sistema corruttivo posto in essere da dipendenti  dell’ A.T.E.R.  di  Roma  e del Comune di  Roma, unitamente ad altri soggetti, alcuni con  pregiudizi penali , finalizzato alla creazione  di  un canale parallelo ed  illegale per l ‘assegnazione di alloggi ERP di proprietà dell’ATER in violazione  degli ordinari  bandi di assegnazione e con la produzione di falsa documentazione volta a dare una parvenza di  legittimità a quella che, di  fatto, sono  state  vere  e proprie  occupazioni abusive. Secondo gli investigatori che hanno portato a termine la complessa indagine, il sodalizio chiedeva a chi faceva richiesta di case popolari, delle somme di denaro per poter scavalcare la graduatoria e vedersi così assegnato l’alloggio.

In tal senso la progressione delle attività tecniche predisposte sulle utenze in uso agli indagati evidenziava inequivocabilmente  due  figure,  dipendenti  pubblici  dell’A.T.E.R  d i Roma, dediti  a  compiere atti contrari al  loro ufficio, i  quali , previo compenso  in danaro, producevano  e protocollavano  nulla osta  falsi su carta intestata A.T.E.R al fine  di  consentire  l’allaccio  delle  utenze  domestiche  e  l’ottenimento  della  residenza  presso  gli  alloggi  A.T.E.R  occupati illecitamente.

I sei, inoltre, in concorso tra loro, promettevano oltre all’immobile anche alcuni favori, come ad esempio l’acquisto a prezzi concorrenziali di motori di barche e addirittura l’esecuzione di lavori edili a prezzi inferiori rispetto alla concorrenza.  Il compenso per  gli  atti contrari  ai doveri  d ‘ufficio  avevano  un  “prezzo” diverso:  1500 /2000 euro per gli  indirizzi degli alloggi da occupare e 1000 euro per i  nulla osta falsi dell’ATER .

 

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