lunedì, Settembre 21, 2020
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Dall’Europa la martellante accusa: gli italiani razzisti e fascisti

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Sono sempre più numerose, di recente, le occasioni in  cui da politici esponenti dell’Europa piovono accuse, rivolte agli italiani, e all’attuale ministro degli Interni, Matteo Salvini, che parlano di razzismo e fascismo nel nostro Paese. Si è parlato del proliferare in Europa di “piccoli Mussolini”, con allusioni, neanche tanto velate, a ben precisi stati Europei.

Basta accendere la tv e seguire uno dei tanti programmi di intrattenimento politico/sociale che quotidianamente rientrano nei palinsesti delle normali reti televisive, o seguire con attenzione la stampa, per accorgersi che il messaggio che viene  lanciato è sempre più quello di una presunta necessità di “rieducare” il popolo italiano alla massima accoglienza.

Poco importa se poi, giunti in Italia, una certa percentuale di migranti commette crimini, poco importa se violentano le nostre donne o uccidono i nostri figli o i nostri genitori: dobbiamo essere aperti verso di loro, integrarli, ospitarli, riconoscere loro i diritti. Senza eccezione alcuna.

Accogliere tutti indistintamente è il motto della Ue, che vorrebbe forse l’Italia ridotta ad un grande campo profughi cui riversare tutti i clandestini provenienti dall’Africa e non solo, senza poi avere la possibilità di smistali nei vari stati Europei.

E per questo, solo perché è ora in corso un tentativo di regolarizzare il fenomeno in maniera razionale e maggiormente equilibrata, che siamo diventati tutti fascisti e razzisti.  L’accusa rivolta al popolo italiano ed al suo ministro degli Interni, secondo la quale ci comporteremmo secondo dettami fascisti e razzisti, è ormai divenuta martellante, continua ed indisponente per chi ha un minimo di amor di patria e di orgoglio per la propria terra.

Politici di chiara matrice ideologica, fautori dell’ospitalità verso i migranti ad ogni costo, giornalisti propensi solo a difendere i diritti dei migranti, opinionisti e scrittori che hanno il DONO DEL VERBO e che da “ CULTORI DELLA CULTURA”, esprimono ed affermano la loro sacra ed indiscutibile verità: “ BISOGNA ACCOGLIERE”. L’Italia negli anni non si è lesinata gli sforzi, né risparmiata nell’accogliere quanti finora hanno fatto il proprio ingresso nel nostro Pese. Ma servono regole. precise. Puntuali. Inderogabili. Servono controlli. Ed è necessario che il fenomeno venga gestito in maniera diversa da come è stato fatto finora. Perché, così, non è più possibile andare avanti.

Tuttavia, forse per sobillare le masse, utilizzando un comprovato sistema di terrorismo psicologico, si vuole considerare fascista chi è contro la totale apertura all’invasione, rispolverando vecchi schemi, oramai sepolti, e periodi storici che giammai potranno tornare.

Dai recenti avvenimenti, oramai noti a tutti, non si è tra l’altro notata quella auspicata apertura da parte dell’Europa che il governo italiano ha chiesto cercando di coinvolgere tutti i paesi vicini, ricevendo invece una ferma e decisa contrapposizione, magari sancita da accordi e trattati che potevano avere un senso oltre 20 anni fa ma, che oggi sono abbondantemente superati.

E’ triste notare come il grande senso di accoglienza e di altruismo in cui gli italiani si sono sempre distinti, sia stato accantonato all’improvviso per lasciare spazio alle accuse di FASCISMO E RAZZISMO: difendere il proprio confine è diventato per alcuni illegale, dimenticando che non esiste popolo senza stato.

Ma forse tutto questo serve per non affrontare altri problemi: economia, lavoro, occupazione. Così, i democratici dimostrano di essere i primi antidemocratici. Ed i fascisti e razzisti diventano coloro che dicono di essere antifascisti e antirazzisti. Nel frattempo, però, sono gli italiani ad essere diventati fascisti, razzisti e cattivi.

Ettore Lembo

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