martedì, Ottobre 19, 2021
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Ultimato il #DecretoSalvini: sicurezza e immigrazione, le implicazioni

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Ieri mattina il Consiglio dei Ministri ha dato l’ok al Decreto sulla sicurezza e sull’immigrazione, presentato dal Ministro dell’Interno e Vicepremier Matteo Salvini, il quale dichiara subito: “Stop all’asilo per i condannati in primo grado […] Un passo avanti per rendere l’Italia più sicura”.
Presentato ieri mattina alle ore 10.00, è stato approvato all’unanimità dal Governo circa due ore e mezza dopo e fa già discutere quello che nei Social Network è già stato ribattezzato il Decreto Salvini, portano come prima firma proprio quella del Ministro degli Interni. La sfida non è semplice: rispettare tutti gli accordi internazionali, non violare alcun diritto fondamentale, ma soprattutto mediare le due anime del governo gialloverde.
Ma, ormai si sa, Salvini ha il monopolio di opinione per quel che riguarda l’argomento della sicurezza, che declina senza finti buonismi anche nella materia della lotta all’immigrazione clandestina, suo cavallo di battaglia prima e dopo la consultazione elettorale del 4 marzo. “Non lediamo nessuno diritto fondamentale: se entri a casa mia e spacci ti accompagno da dove sei arrivato”: ha poi spiegato il ministro in conferenza stampa a Palazzo Chigi. “Se sei condannato in via definitiva è di buon senso toglierti al cittadinanza”, ha aggiunto. “Per i richiedenti asilo lo stop alla domanda si avrà in caso di pericolosità sociale o condanna in primo grado. Questa è stata una delle mediazioni aggiunti e suggerite”.
Alle domande scomode dei giornalisti presenti in sala, che non hanno dimenticato le celebri felpe con le ruspe indossate da Matteo in questi anni, Salvini risponde senza peli sulla lingua: “L’obiettivo è chiudere tutti i campi rom entro la fine della legislatura“.
Il premier a vocazione grillina, Giuseppe Conte, non nasconde un apprezzamento sostanziale rispetto all’operato del suo socio di minoranza: “In un quadro di assoluta garanzia dei diritti delle persone e dei Trattati, andiamo a operare una revisione per una disciplina più efficace“, aggiungendo anche che “Ci sono norme contro la mafia e il terrorismo” e ancora “Non cacciamo nessuno dall’Italia dall’oggi al domani, ma rendiamo più efficace il sistema dei rimpatri […] Rispetto all’ordinaria formulazione abbiamo unificato in un’unica struttura normativa, più funzionale anche in ragione della complementarietà delle materie, i testi su migranti e sicurezza. L’obiettivo è riorganizzare l’intero sistema di riconoscimento della protezione internazionale per adeguarla agli standard europei. Ci siamo accorti che c’erano disallineamenti significativi rispetto ad altri Paesi europei”.
E se il capitolo sull’immigrazione, che tanto desta scalpore tra i benpensanti, conta in tutto 17 articoli (anche più sintetico di altri provvedimenti analoghi dei Governi precedenti), è quello sulla sicurezza dove troviamo alcune interessanti sintesi in prospettiva di ordine interno e difesa dei confini ben declinate in 38 articoli totali. L’obiettivo è la destinazione di maggiori risorse alle forze di polizia con il risparmio sul fronte immigrazione, in modo da incrementare le unità operative sul territorio di 10.000 tra poliziotti ed altri soggetti, nei prossimi cinque anni. 
Sul terrorismo l’obiettivo non può che essere la prevenzione totale con l’introduzione di maggiori sistemi di controllo sul noleggio di veicoli, in particolari di media e grossa cilindrata come tir e furgoni, in modo da creare un deterrente rispetto ad alcune modalità di attentato già sperimentate in altri Paesi europei. Parallelamente vi è il potenziamento di alcune misure già in essere come la Daspo, anche per soggetti che siano sospetti di connessione o favoreggiamento del terrorismo internazionale.
Oltre alle nuove misure sul terrorismo è previsto anche un inasprimento delle pene per gli occupanti abusivi di edifici o terreni, l’utilizzo massivo di intercettazioni telefoniche ed ambientali per i sospettati di criminalità organizzata ed infine un pagamenti di indennità accessorie per le forze dell’ordine e di polizia, che vedrebbero anche esteso l’utilizzo dei taser, dati loro in dotazione nei comuni superiori ai 100.000 abitanti. 
 

Enrico Bolzan

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