mercoledì, Novembre 25, 2020
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Google News potrebbe chiudere i battenti con l’approvazione della nuova disciplina sul Copyright?

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Nelle scorse puntate (qui https://www.la-notizia.net/2018/09/14/la-direttiva-sul-copyright-dellunione-europea/ ; e qui https://www.la-notizia.net/2018/09/22/sulla-normativa-europea-del-copyright-il-tanto-famigerato-articolo-11/) abbiamo trattato il caso della proposta di riforma del Copyright, nel panorama europeo, e delle implicazioni che essa potrebbe avere nella nostra vita di tutti i giorni. E sempre nel solco evidenziato per quel che riguarda il “famigerato articolo 11” ci sembra doveroso fare un ulteriore ragionamento, al centro del dibattito parlamentare e mediatico: il caso di Google News.

Come è noto, Google News non è una piattaforma che propone articoli proprietari, ma un semplice aggregatore di notizie, selezionate da alcuni algoritmi che dovrebbero proporre agli utenti un mix tra quelle che sono le notizie più importanti e quelli che sono gli interessi dell’utente. Da un lato Google si limita a raccogliere e rilanciare i contenuti dei giornali online, dall’altro questi beneficiano del traffico che la piattaforma di Mountain View porta a loro, tra gli utenti che volessero approfondire o leggere di più.

Questo è il principio di funzionamento di tutti gli aggregatori di notizie, di cui Google News è il maggior esponente, ma non privo di competitor (pensiamo ad esempio alle home page delle nostre caselle di posta elettronica che utilizzano qualsiasi altro provider).

La nuova direttiva si limita a stabilire che l’utilizzo dei contenuti non autorizzato andrebbe compensato per gli editori, ma è difficile stabilire delle cifre congrue in quanto i giornali reindirizzati da Google beneficiano già degli introiti pubblicitari, mentre non vi è alcun abbonamento da pagare da parte degli utenti che usano l’home page proposta con le principali notizie in tempo reale.

Per fare una previsione di come potrebbe andare a finire dobbiamo tornare indietro di qualche anno, dove proprio in due Paesi europei di primaria importanza, quali Germania e Spagna, Google News ha dovuto chiudere i battenti, con grande protesta degli editori che vedevano “pubblicizzate” le proprie testate, praticamente a costo zero. Se quindi non possiamo escludere la possibilità per gli aggregatori di notizie in Europa di chiudere come nei due casi appena citati, dobbiamo anche considerare il fenomeno, che sarebbe completamente nuovo, della cessione di un piccolo corrispettivo sugli incassi pubblicitari di queste piattaforme, agli editori “tradizionali” in modo da creare anche un argine alla crisi dell’editoria su stampa e online, che sembra inarrestabile negli ultimi anni, pur essendo sempre maggiore la fruizione di notizie da parte degli utenti.

Come già accennavamo la settimana scorsa, che la nuova normativa possa fare più male che bene è un fatto che andrà ad acclararsi a partire dai primi mesi del 2019, quando vi sarà la stesura del testo definitivo sulla materia da parte del Parlamento Europeo. Intanto prendiamo atto che prima della votazione la Fieg (Federazione Italiana degli Editori dei Giornali) scrisse un appello chiedendo ai parlamentari italiani di votare a favore dell’articolo 11.

Parallelamente, siccome l’editoria va ben oltre giornali e libri, l’89% degli italiani intervistati dall’agenzia Harris Interactive si dichiara favorevole con l’approvazione di regole comuni europee per garantire remunerazione di artisti e creatori di contenuti per la distribuzione dei loro contenuti sulle piattaforme internet.

Andrea Zappelli

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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