mercoledì, maggio 22, 2019
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Genova, cambia il decreto per la ricostruzione del ponte Morandi

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Dopo quasi due mesi di rinvii, ritardi e nomine difficili da identificare, l’ultima sorpresa: il decreto per Genova, annunciato dagli esponenti del Governo all’indomani del crollo del ponte Morandi, va riscritto da cima a fondo.

Come mai? Si chiedono tanti genovesi. E la risposta, purtroppo, sta nel fatto che all’interno di un decreto anche molto completo, vi era stata inserita una norma fortemente voluta dai 5 Stelle, ovvero l’impossibilità di partecipare alla ricostruzione per tutte le società di costruzioni legate ai concessionari di Autostrade, politicamente individuati come i “responsabili” del crollo.

Sostanzialmente, non sappiamo se in buona o cattiva fede, so escludevano quasi tutte le società italiane operanti nel settore (Impregilo, Pizzarotti, Cmb, Itinera, …). Unica società graziata dal decreto, Cimolai.


Ovviamente rimane esclusa Autostrade, come subito dichiarato da Toninelli, anche se è di questi giorni la dichiarazione di Giovanni Castellucci, a.d. del gruppo Atlantia, che si dichiara disponibile ad eseguire l’intervento di ricostruzione del viadotto, come peraltro sarebbe previsto dai termini della concessione e come sottendono le norme europee. Per eseguire tutti i lavori di sgombero e posa del nuovo ponte, indica un periodo di nove mesi. Tale indicazione non dispiace a Giovanni Toti, governatore della Liguria, che vuole restituire ai genovesi questo importante snodo della viabilità in tempi ragionevoli.

Tra coloro che hanno spinto il Governo a rimettere in discussione il provvedimento vi è anche l’Antitrust, che ha messo in luce l’errore di forma. Tardiva, ma molto attesa (e già nell’aria) la nomina di Marco Bucci come commissario straordinario alla ricostruzione. Da sindaco di Genova, ha dimostrato fin dalle prime ore grandi capacità di mediazione e di intervento, grazie anche all’aiuto della protezione civile, dei vigili del fuoco e dei tantissimi volontari accorsi da tutta Italia con grande spirito di fratellanza nei confronti dei connazionali colpiti dalla tragedia.

Enrico Bolzan

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