mercoledì, dicembre 12, 2018
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Damilano, una Bandiera Azzurra per le città “in marcia”

MACERATA – La terza dimensione (o missione) dello sport è il progetto sociale che nel caso del campionissimo della marcia mondiale, l’olimpionico di Mosca, due volte iridato, nove volte campione italiano, recordman imbattuto su pista e stada, Maurizio Damilano ospite d’apertura di Overtime festival alla Biblioteca Mozzi Borgetti è sintetizzata nella bandiera Azzurra. La certificazione, cioè, che Fidal ed Anci concedono alle comunità virtuose definite ‘Città della corsa e del cammino’. Parchi e percorsi verdi all’interno dei quali gli italiani iniziano finalmente a combattere la sedentarietà, che secondo l’Oms fa 3,2 milioni i morti l’anno, e che nel Belpaese interessa 24 milioni di persone: il 42% della popolazione, per così dire, attiva. Sono (tra)passati i tempi dei grandi marciatori a cominciare da Pino Dordoni, olimpionico nel ’50 ad Helsinki, continuata con Abdom Pamich e finita nel 2008 con Alex Schwazer: lo sport ‘povero’, francescano, di grande fatica nel quale l’Italia s’identificava vincendo titoli e medaglie internazionali dappertutto subito dopo la guerra e cui il grande Damilano ha dato 20 anni della sua vita, pare non interessare più tanto le giovani leve dell’atletismo nazionale. Una carriera immacolata dal ’72 al ’92 da Mosca a Barcellona, quella di Damilano, sotto il segno dei cinque cerchi con un oro, due bronzi (in altrettante Olimpiadi) ed una medaglia di legno (4 posto in Spagna).
“Ci sono bandiere arancioni, blu e verdi ad indicare eccellenze, ed ora pure quella azzurra valore cromatico identitario che accomuna adesso sport ed istituzioni per il bene di tanti cittadini. La sedentarietà è una delle maggiori cause di morte ed è tra le più prevenibili: facciamolo allora. Incontrando gente, respirando aria pura, ammirando beni e monumenti che neppure in bicicletta, come scrive Gian Paolo Ormezzano in un bel libro che mi riguarda, si possono debitamente apprezzare” ha detto il campione davanti ad una platea che, se disertata da amministratori locali, è risultata strapiena di studenti universitari, frutto della collaborazione con Unimc, rappresentata dal conduttore prof. Giuseppe Rivetti (“Avevo 16 anni quando Maurizio vinse a Mosca: un anno ed un luogo ed una vittoria avvero significativi. Lo sport davvero può promuovere le città e i territori”).
Al tavolo con Damilano, ora presidente del comitato internazionale della federazione d’atletica per il settore marcia, il fisioterapista della nazionale dei campioni, Nazzareno Rocchetti (“Quando Maurizio divenne olimpionico, ero in Fidal da 15 anni”), i presidente della ‘Pindaro eventi’ organizzatrice di Overtime “l’originale all’8, edizione” (sottolineato per prendere le distanze dalla concorrenza emergente da Trento), Michele Spagnuolo, e l’assessore di Valdobiaddene, Tommaso Razzolini. Il comune veneto è stato uno dei primi ad a fregiarsi dell’a Bandiera Azzurra: “Insieme al prosecco, un vanto in più pe un territorio bellissimo pieno di echi suggestivi con protagonisti assoluti come Antonio Canova ed Eleonora Duse nati a pochi minuti da Valdobiaddene”. A questo network del fitwalking per ora manca Macerata e l’assenza dell’assessore allo sport non è apparsa di buon auspicio anche se le difficoltà per aderirvi ci sono a cominciare dal reperimento di aree verdi consistenti, considerato che l’unico parco fino a qualche decennio fa apparteneva all’eredità del ‘giardino di casa’ di palazzo Conti per quanto ampio lasciata dalla nobile e filantropica famiglia cui il capoluogo deve così tanto. “Bisogna cominciare dal basso, dall’Italia die piccoli comuni: io sono nato, come i miei fratelli Giorgio e Sandro (tutti nel settore marcia) a Scarnafigi in provincia di Cuneo. Mancavano i marciatori, perché tutti si misuravano nella corsa, nel salto, nel lungo, e poi nel calcio e via elencando. Così io e i miei fratelli ci iscrivemmo per quella disciplina nei Giochi della Gioventù. Ed io vinsi, era il 72.
L’Italia della salute e del progetto sociale dello sport deve ripartire dai suoi tantissimi comuni, perle di storia d’arte e di cultura. Riappropriamoci delle nostre tradizioni più autentiche, magari solo camminando” ha detto Damilano  che ha citato tra i comuni Bandiera Azzurra, il parco Miralfiore di Pesaro. “Contrastiamo il trend che vedrà a breve, secondo previsioni ufficiali, il 75% della popolazione mondiale ammassata nelle megalopoli” . Ancora sull’Italia: “Per noi italiani è vitale tornare a camminare: siamo il primo paese europeo con il tristissimo primato dell’obesità infantili. Le malattie metaboliche, il diabete è sempre più una minaccia”. Rocchetti: “La Politica ha un impegno importante valorizzando molto di più la pratica sportiva tra i giovani, e risparmiando sulle spese sanitarie degli adulti, per diretta conseguenza”. E il prof. Rivetti: “E’ anche una questione di cultura e di memoria oltre che di salute: ed è bello che tutto nasca qui a Macerata dove Overtime è un appuntamento di prestigio nazionale e fa ormai parte della tradizione cittadina”.
Ha preso la parola anche il delegato Coni  per la provincia di Macerata, Giuseppe Illuminati: “Ero ventenne quando a Mosca ho assistito di personal trionfo di Damilano e poi a Seul, per il suo terzo posto, ero in gita premio come giudice Fidal. Tutta una vita”. Ed ha annunciato la presenza del direttore generale Coni, Petrucci, a Macerata dopodomani.
In conclusione è intervenuto anche il giornalista Maurizio Verdenelli, ex marciatore: “Da grande volevo una carriera quasi come quella di Damilano” ha confessato rivelando il suo record sul chilometro da allievo (4’44’4) suscitando un moto d’apprezzamento nel grande campione. “Condivido le sue preoccupazioni -ha aggiunto il giornalista- soprattutto in relazione ai centri storici del Centro Italia devastati dal terremoto che rischiano la desertificazione. Il caso di Castelsantangelo sul Nera è esemplare: neppure un migrante si è visto da quelle parti dopo l’invito dl sindaco Falcucci. Eppure una Bandiera azzurra della Federazione d’Atletica Leggera potrebbe sventolare benissimo all’ombra dei leopardiani Monti Azzurri che sembrano attendere una fine smentita ma da tutti sentita con amara preveggenza interiore”.
Ma poi il prosecco di Valdobiaddene ha addolcito gli animi in un brindisi inaugurale di Overtime nella sala d’onore della Filarmonica in attesa di Beppe Bergomi, campione del mondo, e della fabrianese Giorgia Cardinaletti, regina de La Domenica sportiva.

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