mercoledì, novembre 14, 2018
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Cup e servizi amministrativi Lazio, Regione inadempiente? La testimonianza video di un lavoratore

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Cup e servizi amministrativi Lazio, Regione inadempiente? Riceviamo dalla CISL FP Roma e Lazio, che ci ha trasmesso anche il video, e pubblichiamo: “Se la Regione non vigila sugli accordi, le coop appaltatrici hanno mani libere nel decidere le condizioni di lavoro. E questo avviene sempre al ribasso. E’ così che alla Asl Roma 2 i lavoratori esternalizzati, che svolgono servizi pubblici essenziali come le prenotazioni delle visite o le pratiche per la sostituzione del medico di base, si trovano beffati nel cambio appalto. Eppure gli accordi sottoscritti dagli assessori alla Sanità e al Lavoro della Regione Lazio, insieme alle organizzazioni sindacali, parlano chiaro: in tutte le strutture sanitarie della regione, quando cambia il soggetto concessionario dei servizi, i posti di lavoro, i livelli retributivi e le tutele per gli operatori devono rimanere invariati. Ma se poi la Regione chiude gli occhi e si dimentica degli accordi presi con i lavoratori, ecco cosa succede: le ore di lavoro diminuiscono, le retribuzioni pure e le garanzie sull’applicazione dell’articolo 18 vanno a farsi benedire. Lo racconta bene uno dei lavoratori che pur continuando a fare lo stesso lavoro, si trova ora con meno soldi e meno garanzie per il futuro.
E’ per questo che la Cisl Fp Lazio, insieme a Cgil e Uil, sta mettendo in atto una grande mobilitazione a sostegno dei lavoratori che in questi mesi, in tutte le strutture sanitarie regionali, sono alle prese con gli esiti delle gare d’appalto. Ma soprattutto con una politica inadempiente che si disinteressa del proprio ruolo. E’ una mobilitazione per il lavoro: chi presta il proprio impegno e le proprie competenze al servizio delle persone (in condizioni contrattuali e salariali già svantaggiate), deve essere difeso e valorizzato. Ma è anche una mobilitazione etica nei confronti delle istituzioni e delle imprese: i patti vanno rispettati”.

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