mercoledì, Agosto 4, 2021
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Karim Franceschi, guerriero anti-Isis, a Senigallia: “Non tornerò a combattere”

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A fianco dell’Ypg (Unità di protezione del popolo) contro l’Isis, Karim Franceschi, 29 anni, di Senigallia, padre italiano e madre marocchina, ha combattuto più volte, senza aver avuto prima d’allora esperienze in campo militare. Ha imbracciato le armi nel 2015 come soldato semplice per liberare Kobane, dove si era addestrato per la prima volta, e nel 2016 come comandante, quando l’obiettivo era Raqqa, capitale del califfato nero. Il suo secondo libro, “Non morirò stanotte” (Rizzoli), è stato presentato nello spazio autogestito Arvultùra di Senigallia dove il combattente “Marcello” (era il suo nome di battaglia) ha passato diversi anni impegnato in attività culturali e solidali. “La mia esperienza militare è finita, non tornerò a combattere. -ha detto all’ANSA – Ora spetta alle popolazioni siriane e curde continuare a dare vita a quell’esperienza democratica per cui tante migliaia di persone hanno sacrificato la vita o tutti i propri averi”.

“Ho finito di leggere ieri  – Questo il commento pubblicato sul profilo Facebook di Karim da un amico – “Non morirò stanotte”. Avevo letto, in precedenza, “Il Combattente”. Ho letto tanti diari di guerra, biografie di combattenti.
Ma il libro di Karim è diverso. E’ diverso, anche rispetto al “Combattente”. Karim è diverso, più maturo, sia come scrittore, sia davanti alla guerra. Gli “occhi della guerra” lo hanno fatto, sicuramente, invecchiare. E’ diventato un guerriero. 
Ma è un guerriero e non un mercenario. Un vero soldato. Per quelli che hanno indossato una uniforme e delle stellette è chiara la differenza. Il soldato tiene alle “stellette”, danno il senso del perchè si combatta.
Per Karim è così. Nessun compiacimento, anzi una sorta di pudore nel descrivere la guerra, senza enfasi, pur nella necessaria descrizione di durezza. Ma nella intima convinzione dell’importanza della sua battaglia nella guerra contro l’ISIS. Perchè la battaglia di Karim è contro l’ISIS, ma sopratutto a favore di un ideale di libertà. Un sogno forse, ma che dà speranza in un futuro diverso, non facile, contraddittorio, ma sicuramente libero. Karim è un comunista, se ne vanta. La sua ideologia e il suo cuore sono il motore della sua lotta e della sua storia.
Questo lo rende differente dai combattenti prezzolati o in cerca di gloria.
Franceschi non cerca gloria nè onori, sa che per lui, a Raqqa c’è un inferno di fuoco, in un contesto di errori strategici, approssimazioni, vigliaccheria di tanti e coraggio di pochi. E’ la guerra, che è sempre sporca, ma ci sono uomini che accettano di sporcarsi, per l’ideale, per salvare i propri fratelli, i propri figli, la propria anima. Il diario di guerra di Karim, per me è tutto questo. Il diario di un guerriero”.

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