giovedì, Maggio 6, 2021
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Grandi marchigiani dimenticati: il maceratese Giorgio Pagnanelli

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E’ stato amico dei Kennedy, eroe a Kindu, collaboratore a NY di San Paolo VI, ma la città ha dimenticato Giorgio Pagnanelli. A 89 anni dalla nascita, Alfredo Cesarini, Andrea Angeli, Adriano Ciaffi, Maurizio Verdenelli e la nipote Anna Rita Liverani ricordano il primo funzionario italiano all’Onu. Evento del Centro studi storici maceratesi domani alla Biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata.

MACERATA -Avrebbe domani compiuto 89 anni Giorgio Pagnanelli, il maceratese più famoso nel mondo dal dopoguerra fino a poco fa -ora lo è il Premio Oscar, Dante Ferretti- che il centro Studi storici maceratese, presieduto dal prof. Alberto Meriggi, si appresta a ricordare, martedì dalle dalle ore 16.30 presso la Biblioteca Mozzi Borgetti, attraverso la testimonianza della nipote Anna Rita Liverani, e gli interventi dell’on.le Adriano Ciaffi; di Alfredo Cesarini, presidente per un decennio di Banca Marche a fianco dello scomparso presidente della Fondazione Carima negli anni dal 1993 al 1998 nella costruzione dell’Istituto di credito; di Andrea Angeli, inviato Onu, ‘pupillo’ di chi come Pagnanelli fu direttore generale dell’Organizzazione delle Nazioni Unite in Italia e del giornalista Maurizio Verdenelli, già coordinatore regionale del ‘Messaggero’ Marche ed inviato speciale dello stesso quotidiano per i Grandi eventi dell’Italia centrale.

Pagnanelli, amico personale di Bob Kennedy, è stato il primo italiano, funzionario all’Onu e solo per questo andrebbe ricordato (esiste una proposta ufficiale per intitolargli una via a Macerata) “tuttavia oggi è un po’ dimenticato” si rammarica la signora Liverani che ricorda “zio Giorgio come uomo libero, di grandi ideali, dotato di una brillante intelligenza, profondo conoscitore della diplomazia internazionale, ma anche come persona brillante, elegante, allegra, disponibile verso gli altri, amante del sorriso e delle belle donne ed innamorato perennemente della ‘sua’ Macerata”.

Pagnanelli era nato il 16-10-1929 da Maria Rampichini e dall’avvocato Augusto Pagnanelli, antifascista, esponente di spicco della DC maceratese del dopoguerra, tanto da ricoprire alcuni incarichi nell’amministrazione comunale. Studente del liceo classico ‘Giacomo Leopardi’, un giorno per evitare una interrogazione di Matematica si presentò a scuola tutto ingessato. La madre poi scoprì chi lo aveva aiutato…”.

Dopo la maturità, la laurea in Giurisprudenza a Macerata, poi assistente universitario di Diritto internazionale, quindi la decisiva borsa di studio internazionale alla ‘Fletscher school of low and diplomacy’ prestigiosa e famosa scuola di diplomazia americana, sezione specializzata della Harward university. Qui iniziò la sua amicizia con Bob Kennedy.

Negli Usa, Pagnanelli si manteneva facendo anche il lavapiatti; la famiglia seppe che aveva conseguito i Post Directoral dal IL TEMPO del 9-10-1953. Tre anni dopo, l’Onu dove entra per concorso. E’ il primo italiano in assoluto: il primo incarico è alla Divisione dei diritti dell’uomo.

Dal ’60 al ’62 viene mandato in missione in Congo. Il 27.1.1961 viene paracadutato con giacca e cravatta a Kindu: è il primo bianco dopo la strage dei 13 ‘caschi blu’. “Un soldato armato di carte” lo definì l’inviato Bernardo Valli: aveva 32 anni. Fu lui a recuperare, e consegnare poi alle famiglie in Italia, quello che restava di poveri corpi fatti barbaramente a pezzi e Nel 65 è stato assistente del presidente Fanfani come presidente di turno) della XX. Assemblea generale delle Nazioni Unite. Tre anni più tardi è l’organizzatore (come assistente del segretario generale U Thant) della conferenza internazionale sui diritti dell’uomo a Teheran, in occasione del ventennale della Dichiarazione stessa. Ha rappresentato l’ONU in varie missioni in Guinea equatoriale, Gabon, Iran, Messico, Turchia, Jugoslavia. In America Pagnanelli viveva a N.Y. nel quartiere limitrofo al Palazzo di Vetro: ogni due anni tornava in Italia per rivedere la madre e la famiglia. Ricorda ancora Anna Rita Liverani: “Un anno, a Natale, ci arrivò un disco giallo in cui era registrata la voce di zio Giorgio che ci augurava un buon Natale e diceva che avrebbe trascorso alcuni giorni di vacanza nella tenuta dei Kennedy nel Massachusetts…a noi nipoti ci sembrava quasi una favola. Un’altra volta ci ha portato i primi vestiti stile Courrege: io e mia sorella siamo state le prime a Macerata ad indossare abiti in quell’epoca tanto alla moda. Tra gli anni ’60 e ’70, molti maceratesi andarono a New York, anche per curarsi dal famoso cardiologo prof. De Bakey (tra questi il sen. Elio Ballesi), accolti ed ospitati da mio zio”. Nel 1965 Giorgio Pagnanelli ha un ruolo di primo piano in un evento di portata mondiale: il primo discorso di un papa al Palazzo di vetro. E’ Paolo VI, anzi, da ieri San Paolo VI. “Eravamo in quei giorni incollati davanti al televisore e ci pareva di vederlo ogni momento vicino al pontefice” dice la nipote. “Venuto in Italia, il papa volle subito riceverlo in Vaticano. Per ringraziarlo dell’impegno profuso a NY, donò una medaglia ed un rosario per la madre. Considerandolo alla stregua di una reliquia, mia nonna incorniciò il rosario riservandogli la parete più importante della casa, dove tuttora rimane”.

Dal 1976 Giorgio Pagnanelli assunse il ruolo di ambasciatore dell’ONU per l’Italia e Malta: lavorava a Roma, a Palazzo Venezia. Andato in pensione, per meriti esclusivamente curriculari, divenne il primo presidente della fondazione Carima di Macerata, nel 1993. Da eccezionale diplomatico, fu il grande stratega della nascita di Banca Marche. Si è spento al Policlinico Gemelli di Roma il 3-8-2004. “Dio vi benedica” sono state le sue ultime parole. L’Aeronautica Militare gli ha conferito gli onori militari in ricordo dei fatti di Kindu.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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