mercoledì, Dicembre 8, 2021
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Da Laives, in Alto Adige, Salvini assicura: “Se serve di barconi ne fermo altri 50, mi possono indagare e arrestare”

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Per il controllo dell’immigrazione Matteo Salvini dice di ispirarsi al catechismo. In Trentino, dove è in vista delle elezioni provinciali di domenica 21 ottobre 2018, il leader della Lega e ministro dell’Interno ha detto che “anche il catechismo dice di accogliere lo straniero nel limite del possibile. Prima gli italiani e poi il resto del mondo”.

Da Laives in Alto Adige, il vicepremier ha assicurato che “se serve di barconi ne fermo altri 50, mi possono indagare e arrestare. Passare da 110 mila a 20 mila immigrati vuol dire più sicurezza anche a Laives e Bolzano. La donna deve uscire con la gonna e se vuole anche la minigonna”.
Sulla sicurezza “più mi attaccano con l’appoggio degli italiani, e più vado avanti, non indietreggio. Apriti cielo quando ho detto ‘tanti nemici tanto onore’. Le polemiche fascisti e comunisti, lasciamole ai nostalgici”.

Con la folla che lo ha accolto sotto al tendone dei Kastelruther Spatzen a Castelrotto in Alto Adige il vicepremier Matteo Salvini ha scattato selfie e stretto mani sia a turisti italiani, ma soprattutto tedeschi. E sulle note della banda musicale sudtirolese, conosciuta come i “passerotti di Castelrotto”, ha parlato di tutto.

Ecco alcune sue dichiarazioni:

Elezioni

“Domenica prossima ci sono le prime elezioni vere da quando c’è questo governo, non sondaggi, lì non c’entrano Banca d’Italia, Juncker, il presidente dell’Inps; penso che sia in Provincia di Trento che di Bolzano la sinistra per la prima volta dopo decenni andrà a casa. Qui hanno esportato e deportato Maria Elena Boschi alle ultime elezioni politiche, non hanno capito che cosa ci azzeccasse la toscana Boschi, chi semina raccoglie peggio”

Il governo

“Sono orgoglioso di questi primi quattro mesi di governo, ma mancano altri 4 anni e mezzo. Le ‘renzate’ che non voglio fare sono quelle di promettere tanto e raccogliere poco. L’unico errore che non dobbiamo fare è di raccontarcela tra di noi. Non vogliamo raccogliere tutto e subito, ma abbiamo tante cose da fare”.

Enrico Bolzan

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