venerdì, Gennaio 22, 2021
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L’Italia tra Sovranità e Colonialità

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E’ proprio il caso di dirlo: sembra che, dopo diversi anni, si sia finalmente aperto un dibattito per definire il ruolo dell’Italia in ambito europeo, quindi a livello internazionale, con tutti i risvolti economici che ne conseguono, apparentemente non considerati, ma che invece hanno una forte e determinante influenza sia sulle scelte internazionali che su tutte le politiche interne.

E’ inevitabile che ogni stato debba avere una propria individualità che garantisca il rispetto delle proprie tradizioni, della propria cultura, dei propri confini e della propria economia, della propria lingua, integrandosi con altri stati e paesi vicini, ma tutelando i propri cittadini ed il proprio popolo accomunati da una identità in cui si riconoscono.

L’Italia, uscita vincitrice e unita dalla Grande Guerra (1915-1918) di cui il 4 Novembre prossimo si commemorerà il centenario, trova la propria sovranità e la propria unione, perduta dai tempi dell’Impero Romano. Sì, perché è la sovranità che dà ad uno Stato la propria identità.

Purtroppo gli esiti della Seconda Guerra Mondiale, un controverso armistizio ed ancor più un trattato di pace che ha avuto tutto l’aspetto di una resa incondizionata, pone inevitabilmente l’Italia ad uno stato di sottomissione coloniale, mai sancito ma di fatto costituito. Basta rileggere le parole di Benedetto Croce o anche il discorso tenuto da Alcide De Gasperi, per intuire la gravità e la complessità della situazione.

Nel corso del tempo, politiche stataliste più orientate a forme ideologiche sottomesse a regimi non certamente favorevoli ad una vera Italia sovrana ed indipendente, hanno fatto in modo che mentre Germania e Giappone riacquistassero una loro sovranità, svincolandosi dai fantasmi del passato, l’Italia sempre più diventasse una sorta di colonia.

Un esempio drammatico è il trattato di Osimo del 10 Novembre del 1975, a ben 30 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale , dove si sancì la cessione alla Jugoslavia di gran parte della Venezia Giulia (Fiume e le isole del Quarnaro, la quasi totalità dell’Istria e gli altopiani carsici a est e nord-est di Gorizia) e la creazione del Territorio Libero di Trieste comprendente l’attuale provincia di Trieste e i territori costieri istriani da Ancarano a Cittanova (oggi rispettivamente in Slovenia e Croazia).

Ancora oggi in Europa risentiamo di quei lontani avvenimenti, che hanno fatto in modo che l’Italia venisse considerata più come stato coloniale che come stato sovrano.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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