domenica, Dicembre 5, 2021
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L’Italia tra Sovranità e Colonialità

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E’ proprio il caso di dirlo: sembra che, dopo diversi anni, si sia finalmente aperto un dibattito per definire il ruolo dell’Italia in ambito europeo, quindi a livello internazionale, con tutti i risvolti economici che ne conseguono, apparentemente non considerati, ma che invece hanno una forte e determinante influenza sia sulle scelte internazionali che su tutte le politiche interne.

E’ inevitabile che ogni stato debba avere una propria individualità che garantisca il rispetto delle proprie tradizioni, della propria cultura, dei propri confini e della propria economia, della propria lingua, integrandosi con altri stati e paesi vicini, ma tutelando i propri cittadini ed il proprio popolo accomunati da una identità in cui si riconoscono.

L’Italia, uscita vincitrice e unita dalla Grande Guerra (1915-1918) di cui il 4 Novembre prossimo si commemorerà il centenario, trova la propria sovranità e la propria unione, perduta dai tempi dell’Impero Romano. Sì, perché è la sovranità che dà ad uno Stato la propria identità.

Purtroppo gli esiti della Seconda Guerra Mondiale, un controverso armistizio ed ancor più un trattato di pace che ha avuto tutto l’aspetto di una resa incondizionata, pone inevitabilmente l’Italia ad uno stato di sottomissione coloniale, mai sancito ma di fatto costituito. Basta rileggere le parole di Benedetto Croce o anche il discorso tenuto da Alcide De Gasperi, per intuire la gravità e la complessità della situazione.

Nel corso del tempo, politiche stataliste più orientate a forme ideologiche sottomesse a regimi non certamente favorevoli ad una vera Italia sovrana ed indipendente, hanno fatto in modo che mentre Germania e Giappone riacquistassero una loro sovranità, svincolandosi dai fantasmi del passato, l’Italia sempre più diventasse una sorta di colonia.

Un esempio drammatico è il trattato di Osimo del 10 Novembre del 1975, a ben 30 anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale , dove si sancì la cessione alla Jugoslavia di gran parte della Venezia Giulia (Fiume e le isole del Quarnaro, la quasi totalità dell’Istria e gli altopiani carsici a est e nord-est di Gorizia) e la creazione del Territorio Libero di Trieste comprendente l’attuale provincia di Trieste e i territori costieri istriani da Ancarano a Cittanova (oggi rispettivamente in Slovenia e Croazia).

Ancora oggi in Europa risentiamo di quei lontani avvenimenti, che hanno fatto in modo che l’Italia venisse considerata più come stato coloniale che come stato sovrano.

Ettore Lembo

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