giovedì, marzo 21, 2019
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Carcere de L’Aquila: la polizia penitenziaria “sfratta” la polizia penitenziaria

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“Quello che potrebbe accadere di qui a poco presso il carcere delle costarelle ha davvero dell’incredibile. I baschi blu del Reparto Operativo Mobile, a seguito di una precisa circolare emanata dal DAP, potrebbero fungere da chiodo caccia chiodo nella politica di revisione delle assegnazioni degli alloggi della locale caserma agenti”. A dare la notizia sono Mauro Nardella, Segretario confederale Uil Adriatica Gran Sasso e Moreno Pignatelli Segretario Provinciale della Uil PA Polizia penitenziaria dell’Aquila.

“Da 20 anni circa – spiegano i due segretari Uil – , all’interno delle mura del carcere opera personale ROM commistionato a pendolari del quadro permanente. Il ROM ha gestito una che fino a qualche anno fa ha gestito una media di 70-80 detenuti assoggettati al 41 bis, oggi si ritrovano a doverne sorvegliare circa 160.  A ciò è andato associandosi una continua modifica degli organici del quadro permanente
che dai 226 agenti iniziali si è passati a 163. Poco male se non fosse per il fatto che i componenti del ROM, contrariamente ai loro “cugini” del quadro permanente, dovrebbero essere sottoposti ad un miglior trattamento alloggiativo in conseguenza del loro status di personale inviato in servizio di missione in un contesto di semicontinuità amministrativa”.

“A tal proposito – affermano allarmati Nardella e Pignatellisi –  è appreso informalmente che a gennaio verranno assegnati i lavori di adeguamento per gli alloggi di questi ultimi e non di tutti compresi quello del quadro permanente. Le loro stanze dovranno rispondere, giustamente,a parametri più consoni alle aspettative di vita. Da qui però il paradosso. Mentre ci si impegnerà a migliorare le condizioni di vita dei baschi blu Rom, infatti, di contro i pendolari del quadro permanente rischieranno di essere sfrattati per mancanza di spazio o, nella peggiore dei casi, ammassati in dormitori che poco avrebbero a che vedere con la parola dignità”.


“Il personale del quadro permanente- continuano Nardella e Pignatelli -, lo vogliamo ricordare, svolge compiti non certo meno importanti di quelli del ROM spesso provenendo da città distanti centinaia di chilometri. Resta inteso che se non si riusciranno a rispettare alla pari le dignità delle due compagini, utilizzando lo stesso metro di misura nella ristrutturazione della caserma, ci ritroveremmo di fronte ad una sperequazione di trattamento che non avrebbe eguali nella storia sociologica contemporanea della polizia penitenziaria”.

“Se lavori ci dovranno essere – chiosano i due dirigenti Uil – gli stessi dovranno essere improntati a parità di trattamento. Se ciò non avverrà la Uil manifesterà tutto il suo dissenso attraverso pubbliche ed eclatanti manifestazioni di protesta.
Chiediamo quindi sin da subito l’immediato intervento da parte dell’amministrazione e non arrivare a chiudere la stalla dopo che i buoi saranno scappati”.

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