domenica, Gennaio 24, 2021
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Italia, 4 Novembre 1918-2018: cento anni dalla Vittoria nella Prima Guerra Mondiale

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Mancano pochi giorni alla commemorazione della festa che più rappresenta l’Unità d’Italia e che celebra la conclusione vittoriosa della Guerra delle Guerre, in cui L’Italia e gli Italiani dettero il meglio di sé stessi uscendo vincitori dalla terribile prova segnando l’inizio del ‘900, il secolo breve.

Conflitto terribile, la Prima Guerra Mondiale, che per la prima volta vide coinvolto gran parte del mondo, che provocò milioni di morti e di soldati feriti e mutilati, tributando tuttavia sia a vincitori che ai vinti la giusta dignità umana per l’eroismo, il coraggio, l’abnegazione e l’amor di Patria.

La ricorrenza voluta il 4 novembre, festa anche di Santa Barbara protettrice delle Forze Armate, celebra i nostri soldati, e dedica loro il giusto riconoscimento per le eroiche imprese che hanno portato l’Italia alla prima e principale vittoria in Guerra.

Una guerra iniziata nel 1914 anche se l’Italia entrò nel conflitto solo il 24 Maggio 1915 al culmine delle “radiose giornate” del nostro interventismo e che segnò una terribile strage sui vari campi di battaglia fino alla fine del 1918 con la vittoria della Triplice intesa e dei suoi alleati fra cui l’Italia e la disfatta degli Imperi Centrali.

Una vittoria che il nostro Paese pagò con il sangue del fiore della propria gioventù fino al richiamo dei ragazzi del ’99 – Classe di Ferro – che furono protagonisti della nostra riscossa, celebrata da “La Leggenda del Piave” storico brano che i Nostri soldati Patrioti intonavano e che divenne Inno Nazionale dal 1943 al 1946.

Una data, il 4 Novembre 1918, che celebrò la autentica UNITA’ d’Italia, suggellata nella grande tempesta di ferro e di fuoco.

L’unione del popolo Italiano, proveniente dal sud e dal nord, da est e da ovest, dalle isole e dalle montagne tutti insieme senza distinzione di dialetti o di tradizioni di culture a professioni ma per la prima volta unito, a soffrire e gioire, a morire o vivere per la Patria, in nome di un’unica bandiera che racchiude tutti, nel Tricolore Verde, Bianco e Rosso che è la Nostra Bandiera Italiana.

Unità d’Italia avvenuta il 17 Marzo del 1861 ma SANCITA , il 4 Novembre 1918 con il sangue di tutti gli eroi, dei morti, dei feriti e dei reduci, cui deve andare il nostro reverente ricordo e l’onore di tutta l’Italia.

Come non ricordare Nazario Sauro, Enrico Toti, Cesare Battisti, Damiano Chiesa, Francesco Rismondo e Fabio Filzi, uomini che non esitarono a combattere nelle truppe Italiane e morire da EROI per la causa dell’Italia, e quindi da VERI Patrioti.

Non esiste stato che si rispetti che non festeggi con tutti gli ONORI la data della sua Unità Nazionale dove tutti i cittadini si riconoscono davanti alla propria Bandiera ed alla propria Patria, indipendentemente dalla personale appartenenza partitica.

Lo sanno bene gli Statunitensi, dove la bandiera a stelle a strisce ed il patriottismo unisce tutti in ogni grave momento della storia, richiamando all’unità ed amor di patria, e che ricordano ogni anno rinnovando l’assoluta fedeltà degli americani alla loro bandiera: RIGHT OR WRONG, IT’S MY COUNTRY come amano dire.

Lo sanno bene i Russi, gli Ungheresi e gli Inglesi, che nel giorno dedicato alla loro unità nazionale, si spogliano da ogni identità ideologica e si uniscono tutti in nome dell’unità di Patria, attorno alla bandiera.

Questo purtroppo non avviene in Italia, e la data del 4 Novembre sembra passare in secondo piano dando più risalto alla festa delle Forze Armate, piuttosto che all’Unità d’Italia che invece proprio insieme alle Forze Armate sono la pura espressione della Nostra Unità.

Non viene insegnata l’Importanza di questa festa a scuola, ad i nostri alunni, ad i nostri ragazzi.

Non vengono ricordati gli eroi che hanno dato la vita per completare ed unire finalmente l’Italia.

Si cerca in ogni modo di far scendere l’Oblio… su questa pagina che unisce lo Stato Italiano.

Quanto è scomoda questa data, che sancisce l’unità della Nazione, che fa risorgere il tricolore, la voglia di essere italiano, che ha visto risorgere l’Italia, dando un senso reale e concreto all’amor di Patria.

Si preferisce inneggiare e ricordare date che hanno diviso l’Italia, che non uniscono sotto l’UNICA bandiera che è il tricolore, che non hanno eroi, che non hanno onore di Patria, ma che sono solo il frutto di guerre civili e di sterili divisioni, come accade nelle celebrazioni del 25 Aprile.

La festa della Liberazione ancor oggi non è un giorno di pacificazione ma di scontro fra Italiani, e le bandiere che sventolano in quel giorno hanno solo il colore del sangue, che è quello versato dai vinti nella guerra intestina che divampò fra gli Italiani.

Altrettanto divisiva è la festa del 2 Giugno, un’altra data che ha diviso l’Italia e certamente non l’ha unita, poiché frutto di una risicata supremazia numerica che ha forse scelto tra due diverse forme di regime.

E’ il 4 Novembre l’unica data che può suscitare l’ORGOGLIO di tutte le ITALIANE e di tutti gli ITALIANI, che ha riunito tutto il nostro popolo Italiano, anche di quelle regioni che vili traditori hanno voluto cedere alla sovranità straniera.

Tradimento per cui oggi si cerca di far passare in sordina questa data PATRIOTTICA, ma per la quale il popolo Italiano ha lottato, combattuto e vinto.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

One thought on “Italia, 4 Novembre 1918-2018: cento anni dalla Vittoria nella Prima Guerra Mondiale

  1. Se devo essere sincero,mi sentivo piu orgoglioso cinquanta,o sessanta anni fa di appartenere ad una nazione come l’Italia,quando avevamo dei politici,che facevano politica non per il proprio tornaconto,ma per il bene di tutti gli italiani,poi con i nuovi politicanti,tutti dediti a imbonire chi a destra e chi a manca,hanno spento in me anche le ultime speranze in un avvenire di pace,e di giustizia sociale,addio sogni di gloria come si diceva un tempo,per le classi piu deboli,non si profilano tempi facili all’orizzonte,spero di sbagliarmi,e lo spero sopratutto per i nostri giovani,che vedo sempre di piu allo sbando,senza una guida sicura,e sopratutto senza speranze nel loro futuro,dovremmo cercare di ridare fiducia ai nostri giovani,perche sono loro il futuro del nostro paese,che seppure deturpato da politiche oscene,e pur sempre il piu bel paese del mondo,e ai giovani direi è vostro questo mondo cercate di migliorarlo secondo le vostre capacità,adattandovelo alle vostre esigenze,perche di risorse ne ha ancora tante,dipende da voi se saprete sfruttarle nel modo giusto,no vi accontentate di paradisi illusori,che servono solo a farvi stare buoni,mentre gli sfruttatori si fanno gli affari loro,siate di mente,e di cuore aperti,se no volete ritrovarva domani in un pantano,dal quale sarà sempre piu difficile uscirne..

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