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29 Ottobre 1921: “Il Milite Ignoto” attraversa l’Italia ed il Popolo gli rende Onore con il Tricolore

il punto

Il 29 Ottobre 1921 parte da Aquileia il treno, divenuto storico,  che giungerà a Roma il 2 Novembre dopo aver attraversato buona parte dell’Italia e che trasporta la bara del “ Milite Ignoto”.

Bara scelta il 28 Ottobre tra le 11 provenienti dai vari fronti  e giunte prima a Gorizia e poi ad Aquileia su autocarri militari e che hanno visto il radunarsi spontaneo, al passaggio di queste in  ogni paese, di migliaia di persone che sventolavano il Tricolore accompagnando il feretro fino al paese successivo.

Scelse casualmente la bara  Maria Bergamas madre di Antonio Bergamas, volontario che volle arruolarsi nelle forze Italiane, dopo aver disertato dall’esercito Austroungarico, morto al fronte nei campi di guerra e di cui il corpo fu mai ritrovato per questo dichiarato Patriota Italiano.

Un treno, quello partito da Aquileia che ha un carro funebre particolare che riporta le date della Grande Guerra 1915-1918 in cifre Romane ed i versi contenuti nel IV canto dell’Inferno della Divina Commedia e riferite al Sommo Vate Virgilio “ L’ombra sua torna, che era dipartita “,  mentre la bara prescelta posta su un fusto di cannone.

120 le stazioni che il treno, trainato da due locomotive a vapore,  ha attraversato a bassissima andatura, ed in ciascuna una incredibile folla di persone in rigoroso silenzio rendevano omaggio al passaggio alzando il Tricolore.

Ma anche nelle campagne al passaggio del convoglio, migliaia di contadini, operai, lavoratori, si fermavano dal lavoro recandosi lungo la linea ferrata a rendere omaggio in silenzio e sventolando fazzoletti.

L’imminenza del passaggio del convoglio era preavvisato dal volo degli aerei che lo precedevano.

All’arrivo a Roma il 2 Novembre 1921 la salma fu accolta con le bandiere di tutti i Reggimenti delle Forze Armate Italiane e trasferita alla Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri dove furono officiate le Esequie e la Bara di Quercia fu tenuta esposta, vegliate da Guardie d’Onore, fino alla mattina del 4 Novembre.

Il 4 Novembre, portata in spalla da dodici militari insigniti con la Medaglia d’Oro la Valor militare, la bara fu caricata su un affusto di cannone e trainato da sei cavalli a sua volta preceduti dalla Banda Militare dei Carabinieri, da una rappresentanza di ogni arma delle Forze Armate e da dieci vedove e dieci madri di caduti della Prima Guerra Mondiale, fino ad arrivare alle ore 9,30 a Piazza Venezia.

La cerimonia del 4 novembre è stata l’unica cerimonia che ha unito e coinvolto tutti gli Italiani,  dimostrando cos’ una Italia Unita e Patriotica.

E’ fondamentale sapere e ribadire che il 4 Novembre 1921 parteciparono anche le forze Comuniste e Socialiste, contrari a questa celebrazione fortemente nazionalista, per la loro ideologia legata all’internazionalismo.

E’ quindi indiscusso che il 4 Novembre sia il riconoscimento dell’Unità dell’Italia finalmente come stato unito e voluto da tutto il popolo senza distinzione di ideologia, territorio o altro, per volere non di trattati e/o accordi, ma per silente plebiscito popolare.

Ogni altra data, sia essa il 25 Aprile o il 2 Giugno, sono il frutto parziale di interessi politici ideologici  che non uniscono ma dividono il popolo in tante fazioni contrapposte e silenti ma ovviamente mai del tutto.

Uno Stato può considerarsi tale solo quando tutto il popolo è unito, ed il 4 Novembre è la data che unisce il popolo Italiano.

Insegnare e trasmettere questo nelle scuole, rinnovandone il ricordo solenne ogni anno, è un dovere di ogni Stato che si definisce tale.

Ettore Lembo

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