martedì, Dicembre 7, 2021
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Di Maio: “Il contratto di Governo con la Lega va rispettato da tutti”

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Dopo le forti tensioni sollevate dalla prese di posizione sul reddito di cittadinanza manifestate dal sottosegretario leghista alla Presidenza del Consiglio Massimo Giorgetti, interviene a chiarire la situazione il vicepremier e capo politico dei pentastellati Luigi Di Maio.

“E’ stato sottoscritto un contratto di governo che va rispettato da entrambi i contraenti” ha detto Di Maio ribadendo che comunque il reddito di cittadinanza  “sarà operativo nei primi tre mesi del 2019”. Per il leader grillino inoltre non ci saranno sanzioni all’Italia da parte dell’Ue a causa del braccio di ferro sulla manovra. “Non credo si arriverà a questo punto” ha dichiarato Di Maio.

Queste prese di posizione giungono a portare pace fra gli alleati di governo, dopo le forti tensioni dei giorni scorsi sul decreto sicurezza.

Con la approvazione da parte della maggioranza pentastellata a Torino della sospensione del nuovo Decreto sicurezza voluto da Matteo Salvini, e con la astensione a Bologna del gruppo consiliare a 5 stelle sull’analogo stop al provvedimento esplode fra i grillini la protesta contro la politica securitaria e di contrasto all’immigrazione clandestina cavallo di battaglia della Lega che l’ha imposta nel Contratto di governo e che oggi viene messo in dubbio dalla base del movimento pentastellato.

In effetti la politica dei porti chiusi ai clandestini ed alle ONG che li trasportano e quella sulla difesa sempre legittima all’interno della propria casa ha portato a Salvini grande popolarità nel Paese, generando però crescenti malumori fra i parlamentari e gli eletti di Di Maio.

Ed anche a Palazzo Madama si annuncia più di un malumore tra i 5 Stelle per il decreto che arriverà in aula lunedì. Molti senatori grillini hanno infatti annunciato il loro voto contrario, tanto che al Senato i numeri del Governo sono a rischio.

Dal Piano nazionale sgomberi degli immobili occupati, al contrasto alla invasione di edifici, agli stanziamenti alle Forze di Polizia le nuove regole previste dal Decreto nei 40 punti del suo articolato stanno seminando il malcontento nei ranghi pentastellati.

E se minori perplessità sono sorte sulle misure previste per la lotta al terrorismo con l’introduzione del Daspo per i sospetti e le limitazioni al noleggio di TIR e furgoni, e su quelle introdotte per la lotta alla mafia con la accelerazione a sequestri e confische dei beni riconducibili a reati mafiosi ed il contrasto all’infiltrazione della mafia nelle istituzioni, le maggiori contrarietà fra i pentastellati sono emerse sulle norme previste per il contrasto alla immigrazione clandestina.

Dalla stretta alle concessioni dell’asilo politico, al superamento della cosiddetta protezione umanitaria introdotta dai precedenti governi per accogliere molti degli esclusi dal riconoscimento del diritto di asilo, alla estensione dei termini per il trattenimento nei centri per i rimpatri, all’accelerazione sulle revoche della cittadinanza, alla stretta sugli SPRAR molti esponenti a 5 stelle stanno manifestando apertamente la loro opposizione, nonostante il fatto che proprio queste misure riscuotano il massimo consenso nell’opinione pubblica, facendo schizzare in alto la Lega nei sondaggi.

Cosa accadrà a questo punto nell’aula del Senato quando il decreto sicurezza vi approderà lunedì prossimo? La risicata maggioranza di Governo riuscirà a reggere alle defezioni annunciate dai senatori grillini malpancisti, con il soccorso dei voti di Fratelli d’Italia annunciato da Giorgia Meloni, che ha però escluso che il suo partito possa fare da ruota di scorta del Governo Conte?

Pare difficile fare previsioni, anche se riteniamo assai improbabile che il governo Conte possa affondare già su questo primo scoglio.

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