mercoledì, Gennaio 20, 2021
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Strage in Sicilia causata dal maltempo, e da una casa abusiva

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Maltempo, la strage in Sicilia. È una delle cose che più colpiscono di questa tragica vicenda. La ricostruzione degli eventi, il gesto eroico di un quindicenne morto per salvare la sorellina.
Quella villa che si è trasformata in una trappola mortale per 9 persone, travolte in provincia di Palermo, dal fiume Milicia, era abusiva e doveva essere demolita. È uno degli aspetti che più turbano di questa vicenda tragica. Tra le province di Palermo e Agrigento sono state 12 le vittime: 9 a Casteldaccia, una a Vicari, una coppia proveniente dalla Germania a Cammarata (Agrigento), mentre si cerca ancora il medico Giuseppe Liotta, 40 anni, che da Palermo stava raggiungendo l’ospedale del paese.

La trappola mortale di Casteldaccia

A Casteldaccia il fiume di acqua e fango ha spazzato via due famiglie imparentate tra loro, che avevano affittato quell’immobile per vivere un momento di festa. Una strage senza precedenti, che colpisce al cuore. Da dieci anni sull’immobile sarebbe rimasto senza esito un ordine di demolizione del Comune. I proprietari avevano impugnato il provvedimento davanti al Tar. Una guerra di carte bollate che ha fermato le ruspe, spiega il sindaco Giovanni Di Giacinto. Una zona “ad alto rischio”, spiega, “proprio per la presenza del fiume e di un diffuso abusivismo”.

E l’abusivismo è al centro dell’inchiesta della procura di Termini merese che ha inviato i poliziotti in municipio per acquisire atti. “Insieme all’ex sindaco di Casteldaccia abbiamo presentato più di un anno fa un esposto contro le case abusive che sorgono nei pressi del Milicia. Sono decine”, dice Giuseppe Virga, sindaco di Altavilla Milicia, “quella vallata interessata dall’esondazione è il tracciato naturale del fiume. Quel fenomeno gravissimo era stato denunciato, bisognava agire”, ha aggiunto in riferimento all’area già segnalata come a forte rischio idrogeologico e dove già si erano verificate esondazioni.

E uno dei sopravvissuti, Giuseppe Giordano, che ha perso due figli, la moglie e altri parenti, accusa: “Nessuno ci aveva detto che la casa non era in regola”.

La dinamica della tragedia

Terribile la dinamica della tragedia nel paesino del palermitano dove nella tarda serata di sabato è stata sommersa dalla piena del Milicia una villetta: morti nonni, figli, zii e nipoti. Unico superstite Giuseppe Giordano, commerciante di Palermo, salvatosi perchè rimasto aggrappato a un albero, rimasto solo con la sua figlia di 12 anni, Asia, scampata alla morte perchè era uscita poco prima con lo zio Luca.

Erano arrivati in quel villino un paio di giorni fa per il ponte di Ognissanti. Morti la moglie di Giuseppe Giordano, Stefania Catanzaro, 32 anni, la figlia Rachele, di un anno; il figlio 15enne Federico, il padre di Giuseppe Giordano, Antonino, di 65 anni, e la moglie Matilde Comito, il fratello Marco Giordano, 32 anni, la sorella Monia Giordano, 40, il figlioletto di 3 anni di quest’ultima, Francesco Rughoo, e la nonna del piccolo, Nunzia Flamia, 65 anni.

Federico, 15 anni, morto per salvare la sorellina

Non si dà pace Giuseppe Giordano. “Mio figlio Federico, il grande, è morto cercando di salvare la sorellina”. L’uomo ha perso la moglie Stefania Catanzaro, di 32 anni, e due dei tre figli, Rachele di un anno e Federico di 15. “Quando abbiamo visto acqua e fango entrare in casa, ci siamo spostati nell’altra stanza – ha detto – e ho visto Federico che sorreggeva tra le braccia in alto la sorellina e mi diceva: “Papà la tengo io”. Poi è scoppiata una finestra, è caduta la parete attrezzata e si è fatto tutto nero. Sono stato trascinato verso un albero e per due ore e mezzo ho chiesto aiuto, ma nessuno veniva”. L’altra figlia di 12 anni si è salvata perché era andata con la cugina e lo zio a comprare dei dolci. “Dovevano dirmi che era pericoloso stare in quella casa che avevamo preso in affitto – accusa tra le lacrime Giordano – ma non ci hanno detto nulla”.

Il sopralluogo del premier Giuseppe Conte

Il premier Giuseppe Conte ha sorvolato la zona e visitato i familiari delle vittime. Poi il vertice operativo in prefettura. “Una tragedia immane – ha detto – la macchina dei soccorsi è stata tempestiva”. Ha confermato che la prossima settimana sarà portata in Consiglio dei ministri la dichiarazione di emergenza “per tutte le regioni che l’hanno richiesta: adotteremo i provvedimenti di emergenza e stanzieremo le prime somme necessarie a procedere più celermente”. Sul dissesto idrogeologico “abbiamo messo a disposizione del ministro dell’Ambiente un miliardo per pervenire a una sicurezza del territorio e quindi a una salvaguardia delle vite umane. E abbiamo messo a disposizione 59 milioni per l’autorità di bacino per regolare i flussi d’acqua”.

Ma per Conte “dobbiamo entrare nell’ottica che la salvaguardia, la sicurezza, delle vite umane prevale come bene primario rispetto ad altri che pure sono costituzionalmente tutelati. Molto spesso, invece, abbiamo registrato qualche intralcio burocratico. Occorre riorientare la nostra legislazione e anche i vincoli burocratici, graduando gli interessi in gioco, partendo da quello primario che è la tutela umana e l’integrità fisica”.

Enrico Bolzan

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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