lunedì, Ottobre 18, 2021
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Cingoli, i carabinieri scoprono 50 truffe: un giro d’affari da 500mila euro

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I carabinieri della stazione di Cingoli (MC) hanno denunciato alla Procura di Foggia tre soggetti dell’area Daunia: un 64enne, un 46enne ed un 34enne, tutti noti alle cronache giudiziarie. Tutto ha avuto inizio nella terza decade del mese di gennaio, quando un cittadino cingolano si è rivolto ai carabinieri per denunciare una truffa. L’uomo aveva posto in vendita su un sito e-commerce un trattore agricolo, con tanto di foto. Nel giro di pochi giorni era stato contattato attraverso un’utenza mobile da un soggetto che si dichiarava interessato al mezzo e, nonostante gli inviti a visionarlo direttamente, l’interlocutore asseriva di essere soddisfatto delle foto postate e che si sarebbe recato a breve per il ritiro del veicolo pagandolo con assegno circolare. Presi accordi, nel giro di qualche giorno il mezzo veniva ritirato a Cingoli da una persona che, secondo lo stesso denunciante, era diversa da quella che l’aveva contattato inizialmente e che consegnava una carta d’identità dell’acquirente, poi risultata falsa. In ogni caso, il mezzo è stato caricato su un idoneo veicolo e pagato con assegno circolare. La consegna è avvenuta di venerdì e quindi solo la settimana successiva l’assegno è stato posto all’incasso e scoperto “ballerino”. I carabinieri di Cingoli hanno così dato il via ad una serie di attività investigative che si possono descrivere come step by step.

In primo luogo, hanno verificato se il modus agendi di cui era rimasto vittima il cingolano non fosse stato perpetrato anche in altre zone d’Italia attraverso la navigazione in banche dati delle forze di polizia. E’ così emerso che la stessa tecnica era stata utilizzata in diverse zone d’Italia. E’ uscito quindi fuori il primo nominativo, quello del 64enne, che è stato riconosciuto dal cingolano come colui che aveva ritirato il mezzo e consegnato l’assegno falso. Nelle altre truffe era stato consegnato sempre un assegno circolare che aveva lo stesso numero di serie di quello prodotto al malcapitato marchigiano, ovviamente con date e beneficiario diversi. La successiva analisi dei traffici telefonici delle varie utenze emerse nell’indagine e soprattutto l’incrocio dei numerosi dati scaturiti, ha consentito di acquisire un dato importante. Un cittadino di un paese dell’agro piacentino aveva postato su un sito dedicato alla vendita un mezzo agricolo ed era stato contattato dalle medesime utenze che erano apparse nella truffa in danno del marchigiano. I carabinieri del comando di Cingoli, venuti a conoscenza del giorno e dell’ora della consegna, si sono presentati all’appuntamento e, dopo l’iniziale servizio di avvistamento in cui hanno riconosciuto il soggetto che aveva rititrato il mezzo a Cingoli, prima che l’attrezzo agricolo venisse portato via, sono intervenuti evitando che il reato si concludesse. Al termine della’attività di indagine, i militari sono così giunti alla conclusione che il terzetto aveva messo in piedi una vera e propria holding dedita alle truffe. Il terzetto si era diviso i compiti. Il 34enne navigava su internet scovando i “polli da spennare”. Il 64enne era incaricato di ritirare il bene e, nell’occasione, dissimulando problemi contingenti si presentava all’appuntamento sempre dopo le 17 o nei fine settimana per evitare che il venditore si accorgesse dell’assegno farlocco. Il tutto con la complicità del 46enne che aveva il compito di fornire i mezzi per il ritiro della merce. Per fare questo venivano attivate numerose sim intestate a persone inesistenti o ignari che avevano subito il furto dei documenti utilizzati, appunto, per l’attivazione. L’indagine, durata svariati mesi, ha permesso ai carabinieri di Cingoli di scoprire che il gruppetto, spaziando dal nord, al centro e al sud Italia, ha messo a segno oltre 50 truffe conseguendo profitti quantificati in circa 500mila euro.

 

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