domenica, Ottobre 20, 2019
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Il Decreto Genova è legge. Di Maio: “Approvati anche provvedimenti a favore dei terremotati”

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A tre mesi dal crollo del ponte Morandi, è legge il decreto su Genova e altre emergenze. Il testo è stato approvato dal Senato con 167 voti favorevoli, 49 contrari e 53 astensioni. Il provvedimento era passato alla Camera il primo novembre, dopo una seduta notturna. Sono 10 i senatori M5s che non hanno preso parte alla votazione: Vittoria Deledda Bogo, Alfonso Ciampolillo, Saverio De Bonis, Gregorio De Falco, Luigi Di Marzio, Elena Fattori, Michele Giarrusso, Cinzia Leone, Paola Nugnes e Mario Turco.

“Votiamo no a questo decreto per scelta delle opposizioni: di fronte alle tragedia o si chiede alle opposizioni un patto, o si fa in modo che l’opposizione sia l’alibi per coprire le proprie incapacità”. Lo ha detto l’ex premier, Matteo Renzi, intervenendo al Senato in sede di dichiarazione di voto sul Dl Genova. “Nelle ore successive alla tragedia – ha attaccato Renzi – avete gettato fango sulle opposizioni, dicendo il falso. Di Maio sappia che non abbiamo approvato la concessione ad Autostrade, quello l’ha fatto il giovane deputato Matteo Salvini. Poi – ha aggiunto – è falso che il Pd abbia preso soldi da Autostrade, che invece ha finanziato la Lega nord per l’Indipendenza della Padania”. “Ricordo quanto fu indecoroso il comportamento di Rocco Casalino, il portavoce di Palazzo Chigi, quando mandò ai giornalisti un messaggio in cui chiedeva di mettere in evidenza i fischi al Pd: quanta demagogia di fronte a 43 vittime”. Lo ha detto l’ex premier, Matteo Renzi, nel suo intervento in sede di dichiarazione di voto, al Senato, sul decreto Genova.

“Oggi – scrive il vice premier Luigi Di Maio sul Blog delle Stelle –  con il decreto emergenze, oltre ai soldi per Genova, all’introduzione della cassa integrazione per cessazione, che ripristina i diritti dei lavoratori smantellati con il Jobs Act, abbiamo approvato provvedimenti a favore dei terremoti del centro e del sud Italia, che fino a oggi sono stati trattati come cittadini di serie b. I governi del pd, per anni, se ne sono altamente fregati di loro e dei loro drammi. Hanno lasciato che patissero il freddo, che vivessero fuori di casa.


Hanno trovato 20 miliardi in una notte per le banche e per loro nulla. Perché i terremotati del centro e del sud sono pochi e sono deboli. Per un partito che pensa solo a mantenere il potere, molto meglio impegnarsi per accontentare i lobbisti, piuttosto che i terremotati. Venire incontro alle loro esigenze non fa salire nei sondaggi, non dà più potere al partito, non ti fa conquistare le prime pagine dei giornali.
Serve, ed è il dovere di chi governa, a migliorare la loro vita. Anzi, a restituirgliela dopo che, per anni, sono stati dimenticati.

In questi giorni si è arrivati a manifestazioni di disprezzo da parte di parlamentari del Pd che hanno mentito parlando di un condono che non esiste e non è mai esistito. Si sono inventati anche un hashtag per opporsi al riconoscimento dei terremotati. Li stanno dipingendo come dei malavitosi che vogliono fregare lo Stato. Invece è solo gente che dallo Stato che è stata abbandonata. Io lo so perché sono andato lì e ho parlato con loro. Chi passa le giornate nei salotti non saprà mai ciò che provano.
Io non sono così.

Sono andato ad Ischia, ho visto con i miei occhi e mi sono impegnato ad aiutare quei cittadini. Perché è un loro diritto, un diritto che è stato loro negato per troppo tempo. Parliamo di un migliaio di persone interessate, chi accusa di averlo fatto per voti si copre di ridicolo. Io non ho nessun interesse personale, non ho nessun conflitto di interessi, non ragiono in quella maniera. È il mio dovere in quanto rappresentante del Governo. Non c’è nessun condono e sfido chiunque a dimostrare il contrario. Provate ad andare in Comune a chiedere un nuovo condono. Vi rideranno dietro per aver creduto alle bugie del pd e dei giornali. Invito pubblicamente le opposizioni a venire con me a Ischia per parlare con queste persone e ripetere davanti a loro la balla del condono, sempre che non li infastidisca il contatto con la gente comune che non campa di privilegi”.

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