domenica, Gennaio 24, 2021
Home > Italia > L’atroce morte di Desirèe: resta l’accusa di omicidio per Mamadou Gara

L’atroce morte di Desirèe: resta l’accusa di omicidio per Mamadou Gara

< img src="https://www.la-notizia.net/deesirée" alt="desirée"

Resta l’accusa di omicidio volontario per Mamadou Gara, il 27enne senegalese arrestato nell’ambito delle indagini per la morte di Desirèe Mariottini. Lo ha stabilito il tribunale del Riesame, che ha fatto cadere l’aggravante dei futili motivi nella violenza sessuale e della cessione di sostanza stupefacente da tre o più persone. Nei giorni scorsi, lo stesso collegio del Riesame aveva fatto cadere l’accusa di omicidio volontario nei confronti degli altri extracomunitari finiti in carcere: il senegalese Brian Minteh e il nigeriano Chima Alinno.

Al momento, comunque, restano in carcere tutte e cinque le persone arrestate dalla Squadra mobile su disposizione della Procura capitolina. L’attenzione si sposta ora sulle motivazioni che hanno portato i giudici del Riesame ha cristalizzare in modo differente le varie posizioni.
Resta infatti in carcere anche il pusher italiano coinvolto nelle indagini relative alla morte di Desirèe Mariottini. Lo ha deciso il gip Maria Paola Tomaselli al termine dell’interrogatorio di garanzia nel carcere di Regina Coeli. Il giudice ha convalidato il fermo emettendo una misura cautelare in carcere. Il magistrato ha fatto cadere per l’indagato l’aggravante della cessione di sostanza stupefacente ad un minore. L’uomo è accusato di detenzione e cessione di stupefacenti ma per il gip non avrebbe ceduto la droga alla ragazza.

Quella di Desirèe, 16 anni, è stata una morte atroce: drogata con un mix di sostanze letali, stuprata per ore, per poi essere lasciata morire nella notte del 19 ottobre nello spazio occupato di via dei Lucani, nel quartiere San Lorenzo, a Roma.

“Ho perso l’autobus, resto a Roma da un’amica”. Queste le ultime parole che Desirée ha detto alla nonna materna in una telefonata il 17 ottobre scorso prima di sparire ed essere trovata morta. La ragazza viveva con la madre e la nonna, e una sorella più piccola, a Cisterna di Latina. Mercoledì 17 ottobre la giovane aveva chiamato la nonna materna, che insieme alla madre aveva cresciuto la ragazza. Da lì, l’orrore.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net

Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *