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Brexit: tiene la linea di Theresa May, che non vuole mollare

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Brexit: tiene la linea di Theresa May, che non vuole mollare. In seguito alle ultime due settimane di incontri, che hanno prodotto un documento unitario sulla linea ipotizzata dalla Premier britannica, vi è stato il sostegno dichiarato di tutti e 27 i rappresentanti degli altri stati dell’Unione.

Ora resta solo l’ok formale dei ministri del Consiglio Affari generali (articolo 50), ma pare che tutti i Paesi abbiano alla fine convenuto che l’ipotesi di Theresa May sulla soft-brexit sia la più convincente. Forte di questa fiducia, trasversale tra gli schieramenti politici, il primo ministro inglese rilancia: “Non me ne vado!”. Alla faccia di chi la dava già per dimissionaria.

Approfondendo le agenzie, che riportano le dichiarazioni di diversi ambasciatori dei vari stati membri, però ci si accorge che non è ancora tutto ben definito e che le questioni più spinose sono semplicemente state rimandate (probabilmente ne parleremo ancora, anche in vista delle elezioni europee del prossimo maggio).

In primis l’ipotesi di allungare il periodo di transizione, in cui il Regno Unito, pur essendo fuori dall’Unione Europea, avrebbe ancora dei rapporti privilegiati con la Comunità continentale. Si prosegue con quel che riguarda l’Irlanda del Nord, in cui la stragrande maggioranza dei cittadini vorrebbe rimanere nell’Unione Europea, ed in particolare godere dei benefici del libero scambio con il resto dell’isola irlandese; anche questo punto, viene sostanzialmente messo in pausa.

I falchi che vorrebbero approfittare del momento di incertezza della nuova Lady di Ferro sono quasi tutti interni al partito conservatore, ma la May non si fa di certo intimidire ed avverte che “cambiare il cavallo in corsa, non renderà più facili i negoziati né più vantaggiose le condizioni che si potrebbero ottenere”. Dopo un risultato elettorale al di sotto delle aspettative, dobbiamo ammettere che la premier britannica ha dimostrato più lungimiranza e capacità di sintesi dei suoi oppositori interni, che presto o tardi potrebbero vedersi costretti a cercare altri schieramenti politici, per sostenere le proprie idee.

Andrea Zappelli

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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