martedì, Novembre 30, 2021
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Brexit: tiene la linea di Theresa May, che non vuole mollare

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Brexit: tiene la linea di Theresa May, che non vuole mollare. In seguito alle ultime due settimane di incontri, che hanno prodotto un documento unitario sulla linea ipotizzata dalla Premier britannica, vi è stato il sostegno dichiarato di tutti e 27 i rappresentanti degli altri stati dell’Unione.

Ora resta solo l’ok formale dei ministri del Consiglio Affari generali (articolo 50), ma pare che tutti i Paesi abbiano alla fine convenuto che l’ipotesi di Theresa May sulla soft-brexit sia la più convincente. Forte di questa fiducia, trasversale tra gli schieramenti politici, il primo ministro inglese rilancia: “Non me ne vado!”. Alla faccia di chi la dava già per dimissionaria.

Approfondendo le agenzie, che riportano le dichiarazioni di diversi ambasciatori dei vari stati membri, però ci si accorge che non è ancora tutto ben definito e che le questioni più spinose sono semplicemente state rimandate (probabilmente ne parleremo ancora, anche in vista delle elezioni europee del prossimo maggio).

In primis l’ipotesi di allungare il periodo di transizione, in cui il Regno Unito, pur essendo fuori dall’Unione Europea, avrebbe ancora dei rapporti privilegiati con la Comunità continentale. Si prosegue con quel che riguarda l’Irlanda del Nord, in cui la stragrande maggioranza dei cittadini vorrebbe rimanere nell’Unione Europea, ed in particolare godere dei benefici del libero scambio con il resto dell’isola irlandese; anche questo punto, viene sostanzialmente messo in pausa.

I falchi che vorrebbero approfittare del momento di incertezza della nuova Lady di Ferro sono quasi tutti interni al partito conservatore, ma la May non si fa di certo intimidire ed avverte che “cambiare il cavallo in corsa, non renderà più facili i negoziati né più vantaggiose le condizioni che si potrebbero ottenere”. Dopo un risultato elettorale al di sotto delle aspettative, dobbiamo ammettere che la premier britannica ha dimostrato più lungimiranza e capacità di sintesi dei suoi oppositori interni, che presto o tardi potrebbero vedersi costretti a cercare altri schieramenti politici, per sostenere le proprie idee.

Andrea Zappelli

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