lunedì, Ottobre 18, 2021
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È morto Bernardo Bertolucci, l’ultimo dei grandi maestri del Novecento

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Il regista si è spento ieri all’età di 77 anni, dopo una vita di grandi successi come L’ultimo imperatore, Novecento, il tè nel deserto, piccolo Buddha, the Dreamers (di cui proponiamo un suggestivo fotogramma) e Ultimo Tango a Parigi, che a distanza di quarant’anni fa ancora discutere.

Bernardo Bertolucci, già costretto da tempo sulla carrozzina, si è spento ieri nella sua casa a Trastevere, assistito dalla moglie Clare. Per tutta la giornata di oggi sarà allestita la camera ardente in Campidoglio, nella Sala della Promoteca, nei prossimi giorni si terrà una cerimonia pubblica per dare la possibilità ai moltissimi ammiratori del maestro, di salutarlo un’ultima volta.

Non solo regista, ma anche documentarista, produttore, poeta e grandissimo autore del cinema italiano ed internazionale. Ma anche un personaggio, che ha fatto molto discutere da vivo e che continuerà a farlo, data l’importanza che le proprie opere cinematografiche ricoprono nella storia della cultura del secolo scorso.

Sembra uno scherzo del destino, quello di averlo fatto mancare all’affetto dei propri cari proprio all’indomani della giornata mondiale contro la violenza sulle donne, date le polemiche riaccese negli ultimi anni, che lo vedono protagonista di una vicenda tanto misteriosa quanto controversa, proprio rispetto a quella che fu sicuramente una delle sue opere più interessanti: Ultimo Tango a Parigi, con Marlon Brando. Ed è proprio quest’ultimo che, in un periodo di grande emancipazione, sia sessuale che femminile, che si macchiò, di un dubbio atto di violenza, nei confronti della allora giovane attrice Jeanne Schneider, proprio durante le riprese del film.

Come sempre in Italia, sull’episodio ci si scontra: chi condivideva il panorama ideologico di Bertolucci lo difende a spada tratta, mentre chi non ne ha mai amato gli eccessi (cinematografici) richiama all’ipocrisia dell’opinione pubblica nel tenere il fatto ai margini della narrazione. Quel che è certo è che è mancato un grande e che ora il cinema italiano ed internazionale ha un vuoto incolmabile nel suo pantheon.

Andrea Zappelli

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