martedì, Aprile 20, 2021
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Proseguono le disavventure degli alberi di Natale romani. E dopo Spelacchio arriva Spezzacchio

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ROMA – Dopo Spelacchio arriva Spezzacchio. E’ proprio vero: non c’è pace per gli alberi di Natale che negli ultimi due anni avrebbero dovuto colorire Piazza Venezia a Roma.

Lo scorso anno furono mosse parecchie critiche all’albero che avrebbe dovuto allietare la famosa piazza e che invece dopo pochissimo tempo si è ammalato, perdendo buona parte della primordiale bellezza diventando un albero spelacchiato, tanto da aver ricevuto il soprannome di Spelacchio.

Ricordiamo le critiche mosse alla giunta Raggi, sia per la cifra investita, sia per la scarsa durata dell’albero che avrebbe dovuto incarnare il Natale romano.

Ovvio che tale criticità, sfruttata più o meno maliziosamente in maniera politica, fu oggetto di lunghe ed appassionate discussioni: chi diceva che l’albero era espressione di decisioni affrettate nella scelta del fornitore,  chi il frutto di un boicottaggio della giunta romana, o peggio che fosse l’espressione del lavoro svolto fino ad allora dalla giunta municipale.

Ma si sa, il popolo ed i social si esprimono attraverso variegate e colorite espressioni, spesso anche sul filo della legalità. Così sono tutti rimasti in attesa dell’albero che avrebbe segnato il Natale del 2018, riscattando così Spelacchio. E, la mattina del 3 Dicembre, Roma si sveglia con il nuovo albero…..

Accidenti, il trasporto sembra aver spezzato i rami centrali, che probabilmente verranno riattaccati, ma di sicuro l’effetto visivo al primo impatto non è certo dei migliori. Ed è così che, dopo Spelacchio arriva Spezzacchio. E’ proprio una sfortuna quella della giunta Raggi: due alberi, due “ cozze”, direbbe qualche buontempone. Sembra tuttavia che questo albero sia stato per il comune a costo zero, in quanto offerto da Nitflix.

Certo, qualcuno direbbe: “A caval donato non si guarda in bocca”. Tuttavia bisogna riconoscere, senza entrare in commenti politici almeno per questa volta, che la povera giunta Raggi non sembra aver proprio fortuna con gli alberi di Natale e non osiamo fare previsioni circa le discussioni che anche quest’anno il mitico abete romano susciterà.

In ogni caso,  in attesa delle scontate ilarità e delle discussioni relative all’albero del 2018, che si sommeranno a quelle del 2017, non rimane che augurarsi che il prossimo albero di Natale  – quello del 2019 –  possa sfatare il detto “Non c’è due senza tre”.

Ettore Lembo

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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