sabato, Novembre 28, 2020
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Apocalisse di fuoco alla Grenfell Tower, l’ultima telefonata di Gloria: “Non posso credere che finisca così”

“C’è il fuoco, sta entrando dalla finestra”. Poi Gloria decide di chiudere la telefonata. Non vuole che la mamma la senta morire. Una conversazione lunga e terribile quella intercorsa tra Gloria Trevisan, morta nel rogo della Grenfell Tower a Londra insieme al fidanzato Marco Gottardi, e la madre. Una testimonianza, quella della donna che si è trovata a perdere la figlia in una maniera così atroce, che fa stringere il cuore. Il racconto è stato reso durante un’udienza dell’inchiesta sul rogo. Gloria avrebbe anche detto: “Non posso credere che finisca così”. L’apocalisse di fuoco che nel giugno dello scorso anno divorò la Grenfell Tower a Londra provocò la morte di Gloria Trevisan e Marco Gottardi, i due giovani veneti di cui inizialmente non si avevano tracce. Poi la terribile notizia, resa dal legale della famiglia Trevisan, contattato dalla Farnesina. La vicenda aveva scatenato lo scorso anno la rabbia a Londra. La tragedia si poteva evitare?  Teresa May era stata presa sotto tiro in piazza.  L’incendio avvolse nel fuoco della morte ben 24 piani di case popolari recidendo troppe vite. Nel mirino finì così l’operato di Teresa May.  “Vergognati, codarda!”, le urlarono contro  quando comparì tra la gente del quartiere che piangeva i propri morti.

La rabbia di strada si consumò nella zona della sciagura, di fronte al municipio del Consiglio locale di Kensington and Chelsea – borgo londinese del lusso, ma non solo – controllato come il governo di Sua Maestà, da un Partito Conservatore sempre meno saldo in sella. La popolazione accolse invece con rispetto la regina, arrivata in visita con il nipote William, anche ad ascoltare, fuori da ogni protocollo, le urla di dolore di una donna.

La rabbia esplose poi contro la sede municipale, presa d’assalto da centinaia di dimostranti, fino all’intervento della polizia e all’arresto di uno dei più esagitati. Forse, questo il pensiero di molti, per evitare questa ecatombe sarebbe bastato intervenire prima.

Lucia Mosca

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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