giovedì, Gennaio 21, 2021
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Mafia nigeriana, gli arresti. La famiglia Mastropietro: “Occorreva attendere il massacro di una diciottenne?”

macerata
Riceviamo dalla famiglia Mastropietro e pubblichiamo: “Non possiamo che prendere atto delle dichiarazioni apparse sulla stampa da parte di chi,a vario titolo,ha ricondotto gli arresti di questi giorni alla tragica e drammatica vicenda di Pamela e,per quel che conta,accoglierle di buon grado.Il suo martirio vuol dire che è servito a qualcosa.
Ma,ci chiediamo:occorreva attendere il massacro di una diciottenne, prima di agire?
Qui stanno venendo fuori situazioni che sembrano radicate da tempo ed anche ben organizzate, essendo esse articolate non solo a Macerata (divisa addirittura in zone), ma tra diverse città, con dei capi e delle strutture: elementi che, a dispetto di chi dica il contrario o faccia finta di nulla, indicano la possibile presenza di associazioni o organizzazioni criminali definite. Ora sta agli investigatori impostare le indagini nel giusto senso.
Cosa si è fatto prima?
E perché alcuni dei catturandi non si trovano?Magari si potevano prendere prima?
Tutti a complimentarsi gli uni con gli altri-e ci può anche stare,ci mancherebbe-,ma vogliamo che venga fuori tutto. Non scordiamoci che, a monte, c’è una ragazzina depezzata chirurgicamente, scuoiata, disarticolata, scarnificata, esanguata, lavata con la candeggina,messa in due trolley ed abbandonata sul ciglio di una strada. E tante altre vittime, evidentemente, di questa intensa attività di spaccio, tra cui diverse morti (comprese,a quanto pare, due persone che avevano collaborato alle indagini stesse: possibile?)
Alcune carte del fascicolo di Pamela parlano chiaro, e denunciano la mafia nigeriana nelle Marche.
Devono essere attentamente vagliate ed inserite nel puzzle che, anche in questi giorni,si va componendo ed ingrandendo.
Noi non possiamo che rinnovare la nostra fiducia negli organi competenti: per quanto ci riguarda, di sicuro andremo fino in fondo, usando tutti i mezzi e gli strumenti previsti dal nostro ordinamento. Costi quello che costi. Tanta gente sta con noi, perché, al di là della preziosa ed  importantissima vicinanza umana per la nostra tragedia, ha compreso che qui c’è qualcosa che va oltre, e che riguarda la sicurezza di tutti”.
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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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