mercoledì, Ottobre 27, 2021
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Teramo, il Pd replica al vicepresidente della Provincia

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Riceviamo dal gruppo consiliare PD al comune di Teramo e pubblichiamo: “Nella nota del vicepresidente si elude il problema e le parole non spiegano alcunchè rispetto al merito della questione.

Noi, e non solo noi viste le proteste del mondo della scuola, poniamo un problema: quello della duplicazione degli indirizzi scolastici (citando la presenza sul territorio di 6 licei scientifici, 4 classici e tre alberghieri e altri indirizzi doppioni), evidenziando il pericolo che questa proliferazione comporta sul piano formativo.

Confessiamo: abbiamo copiato, abbiamo attinto a larghe mani dalla comunicazione del 2 novembre u.s. indirizzata dall’Ufficio Scolastico Regionale alla Provincia, nella quale oltre a leggersi le considerazioni che abbiamo riassunto nel nostro comunicato, quell’Ufficio così si esprime: “Al fine dunque di evitare frammentazione e duplicazione dell’offerta formativa, causa di disorientamento nelle scelte degli studenti, oltre che di abbassamento del servizio reso, in via generale si esprime parere negativo all’attivazione di nuovi indirizzi, articolazioni ed opzioni”, soprattutto se dispendiose.
Non siamo noi ad avere scritto sotto dettatura, ma semmai il Vice Presidente a non aver letto le analisi e le disposizioni dell’Ufficio scolastico e soprattutto ad aver evitato alcun confronto con la città Capoluogo che ha preteso di riorganizzare senza ascoltare nessuno. E’ la prima volta che succede.
Investimenti sì, qualità degli studi sì, ma nel rispetto delle linee guida dettate dagli Organi competenti. Evidentemente noi e i Dirigenti scolastici usiamo la stessa fonte.

Per rispondere poi alla accusa di mala gestio in tema di politiche scolastiche di cui la passata Amministrazione Provinciale a guida Renzo Di Sabatino si sarebbe resa responsabile, ricordiamo al Vice Presidente che l’anno scorso la Provincia si espresse negativamente circa la richiesta di istituzione di un liceo classico ed un artistico a Giulianova, di un indirizzo scientifico a Roseto: tutti Comuni amministrati dalle allora forze di governo in Provincia e ai quali si disse no, con un provvedimento coraggioso, perché chi fa politica deve operare nell’interesse della collettività.
Fatti, quello delle prescrizioni dell’USR e delle precedenti scelte della Provincia in tema di istruzione, oggettivi e inconfutabili. Il tono adottato dal Vice Presidente non si addice al ruolo e appare molto lontano dalle parole del suo stesso Presidente che, all’Assemblea degli studenti, per prima cosa ha chiesto scusa per il mancato confronto”.

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