martedì, agosto 20, 2019
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“L’Aquila. La città e il nuovo millennio” per scoprire come è rinato il capoluogo d’Abruzzo

L’Aquila – La prima presentazione del volume L’Aquila. La città e il nuovo millenniosi svolgerà lunedì 10 dicembre 2018dalle 18:00 alle 19:30 all’Aquila presso il nuovo Auditorium del Rettorato del GSSI in via Michele Jacobucci, 2.

Frutto di un lavoro collettivo, sia da un punto di vista fotografico sia da un punto di vista redazionale, Carsa Edizioni edita un nuovo volume di pregio dedicato all’Aquila.

Un libro che nasce dalla necessità di raccontare gli ultimi dieci anni della città e la sua rinascita che non è stata e non è tuttora facile, ma che rappresenta, a detta di molti, un riferimento europeo. Lo è per la qualità della ricostruzione e per le modalità con le quali si sta sviluppando. Dopo un’incerta partenza dovuta in parte alla drammaticità degli eventi e allo scenario del tutto nuovo che si prospettava per la comunità aquilana, la città si è rialzata in piedi e ha iniziato un percorso virtuoso che ha visto una partecipazione collettiva alla ricostruzione come poche volte si era vista prima del 6 aprile del 2009.


Il libro, con testi in italiano e inglese, racconta tutto questo.

Racconta di come la comunità si è stretta attorno a valori comuni e grazie al saper fare di gran parte della sua classe dirigente ha imboccato una strada che l’ha portata ad essere, oggi, più bella e sicura di prima. Il merito di questo processo virtuoso lungo e non ancora terminato va ripartito tra tante persone e istituzioni che, seppur nella parzialità che ogni opera d’ingegno porta con se, abbiamo raccontato in questo volume.

Un ruolo di primo piano nel complesso processo di ricostruzione lo ha avuto il sistema dell’istruzione e universitario in particolare. L’Università dell’Aquila, con la rettrice Paola Inverardi in prima fila, si è assunta una grande responsabilità nei confronti della comunità che continua a sostenere. Un capitolo è dedicato proprio a questo, La città della Conoscenza, ed è stato scritto proprio dalla Inverardi con Eugenio Coccia, rettore del Gran Sasso Science Insitute e da Stefano Ragazzi, direttore del Laboratori Nazionali del Gran Sasso.

Il giornalista Carlo Cambi, ideatore e direttore per lungo tempo de “I Viaggi di Repubblica”, in modo magistrale racconta delle specificità dei prodotti agro alimentati e del territorio che li custodisce, utilizzando l’espediente della narrazione autobiografica per restituire al lettore una dimensione altra e sublime del territorio aquilano.

Mario Centofanti ci accompagna nel centro storico restaurato della città con una narrazione capace di cogliere gli aspetti salienti di un processo ancora in atto ma che già oggi si pone come riferimento mondiale per il restauro e il consolidamento degli edifici storici, di quest’ultimo aspetto ne scrive Maurizio D’Antonio.

Ci sono poi gli aspetti legati alle questioni che attengo a ciò accadrà, la nuova tecnologia del 5G, ne scriveFabio Graziosi. Roberto Aloisio invece attraversa questi dieci anni raccontando le manifestazioni collettive che ha rifatto grande così come Marianna Gianforte scrive delle associazioni sportive e culturali e del loro impegno quotidiano teso alla sviluppo sia allo sviluppo della capacità intellettive e fisiche, ma soprattutto il ruolo determinante che hanno avuto nel tenere unita e coesa la comunità aquilana.

In questo ambito di grande rilievo le testimonianze di Simone Cristicchi, attuale direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo e Paolo Fresu, il gande musicista che ha portato all’Aquila il meglio della musica jazz.  Il racconto della ricostruzione è affidato a due giornalisti, Luciano Capone e Oscar Buonamano, il primo scrive del percorso iniziato all’indomani del terremoto e degli sviluppi del processo in atto. Il secondo del ruolo che hanno avuto le imprese e il sistema industriale nel non abbandonare il campo e rilanciare attività che già prima del 6 aprile erano in gravi difficoltà.

Caratteristica della nuova collana di Carsa Edzioni Heritage/Patrimoni è quella di ospitare anche un brano di narrativa. In questo volume l’ospite èDonatella Di Pietrantonio.Pubblichiamo un’estratto dal libro “Bella mia” e la postfazione, a firma della stessa autrice.

La prefazione al libro è di una firma autorevole del giornalismo italiano,Sergio Rizzo, che tra le altre cose scrive, «A L’Aquila sono state sperimentate tecniche e materiali di assoluta avanguardia per il restauro e il consolidamento di vecchi edifici colpiti da un forte terremoto. Da anni il centro storico è un laboratorio a cielo aperto, nel quale ingegneri e ditte specializzate hanno messo a frutto e affinato i risultati delle loro ricerche. Difficile non immaginare che tutto questo possa venire in qualche modo capitalizzato, diventando patrimonio della città e delle sue strutture universitarie, serbatoio di sapere per gli studenti, cuore di un progetto per mettere finalmente in sicurezza e non a parole la parte più bella e fragile del Paese. Non ci vorrebbe molto: soltanto un po’ di impegno e buonsenso. La tenacia con cui gli aquilani hanno affrontato questa prova drammatica, l’ostinazione a resistere alle avversità e lo spirito di comunità siano d’esempio».

 

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