domenica, luglio 21, 2019
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Supera le 70mila firme la petizione contro gli abusi online

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In meno di una settimana, la petizione online lanciata da Silvia Semenzin, trevigiana trapiantata a Milano, ha superato le 70mila adesioni. Ora punta a fare 100… ed una legge approvata in Parlamento!

Silvia, la portavoce di questa campagna, è una ragazza di 27 anni, che come moltissimi coetanei studia e lavora in una grande città ed utilizza regolarmente i social network. Ed è proprio qui che si celano le minacce legate al mondo del c.d. “revenge porn”, ovvero quell’insieme di azioni spesso compiute nei confronti di ex partner nel tentativo di umiliarlo, in delle piccole comunità virtuali che scambiano tra loro commenti spesso in ambito sessuale, ma anche foto e video che ritraggono le ignare vittime, quasi sempre donne, in momenti intimi.

Silvia ci racconta: “Sono stata testimone di atti di violenza online sulle donne, ho visto le tante sfumature che può prendere il revenge-porn, soprattutto quelle più subdole. Quando ho visto coi miei occhi quello che si può arrivare a fare quando manca l’educazione all’uso di Internet, non sono riuscita a stare zitta. Ho gridato per prima al problema della violenza online sulle donne. Tante ragazze ora contattano me e le varie associazioni che si occupano di questa piaga sociale, spesso ignorata dall’opinione pubblica. Finalmente si sta iniziando a rompere il silenzio! Sono onorata di poter rappresentare questa battaglia, ma il punto è proprio che potrei averla cominciata io come chiunque altra.”.


La campagna prende piede in seguito ad un post su che la ragazza scrive nel proprio profilo personale su Facebook, e che diventa virale in poche ore. Nel frattempo inizia a lavorare all’Università di Milano ed a collaborare con Amnesty International, scoprendo che il fenomeno è molto più diffuso di quanto non si possa immaginare e tocca addirittura una donna su cinque in Italia.

Silvia è dottoranda in sociologia all’Università di Milano e si occupa quotidianamente di diritti digitali, in particolare dell’utilizzo consapevole di Internet e dei Social. La petizione che ha lanciato in questi giorni vede il coinvolgimento di numerose associazioni, come Insieme in Rete, i Sentinelli e Bossy, ed ha trovato anche il supporto di numerosi esponenti politici di caratura nazionale, tra cui l’ex presidente della Camera Laura Boldrini.

Andrea Zappelli

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