giovedì, Gennaio 21, 2021
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Sanità privata Lazio, sciopero riuscito. Cgil, Cisl e Uil: “Ora il nuovo contratto”

medici di

Roma – Tantissimi lavoratori e lavoratrici della Sanità Privata Lazio in piazza sotto la Regione per chiedere il rinnovo del contratto, fermo da oltre 12 anni, diritti, regole e trasparenza nel sistema di accreditamento. Nonostante la pioggia, una piazza gremita per chiedere al presidente Nicola Zingaretti e alla politica regionale di uscire allo scoperto e mantenere gli impegni presi. Dopo la consegna di 11 mila firme di lavoratrici e lavoratori che ogni giorno garantiscono i servizi pubblici alla salute alla petizione promossa da Cgil Cisl e Uil a luglio, si è arrivati allo sciopero di oggi. Uno sciopero regionale, cui ne seguiranno altri, nelle altre Regioni, perché il tavolo nazionale del rinnovo con i datori di lavoro,  come Aris, Aiop, Fondazione Don Gnocchi, procede troppo lentamente, e i lavoratori sono stanchi di
aspettare. Così come sono stanchi i 700 dipendenti della Coop Osa, che da 15 anni svolgono servizio al Policlinico Umberto I, e ora rischiano di essere licenziati per una pessima gestione dei bandi di concorso.
“Uno sciopero difficile – dichiarano i Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl di Roma e Lazio Natale Di Cola, Roberto Chierchia e Sandro Bernardini – perché in tante strutture le piante organiche sono al minimo e i lavoratori sono stati precettati, in alcuni casi in modo non legittimo, per cui verificheremo le azioni da intraprendere. Dove si opera con un continuo ricorso a straordinari, doppi e tripli turni, dove un solo operatore assiste infermieri su più piani, è evidente che anche una giornata di sciopero è un sacrificio, anche economico, per chi ha perso in tutti questi anni di media 200 euro al mese, pagando di tasca propria anche la formazione e l’iscrizione agli ordini. Per non parlare di chi rischia addirittura il posto di lavoro. Nonostante questo, lo sciopero è riuscito”.
“È il segno che la misura è colma – proseguono i segretari generali dei pubblici Cgil, Cisl e Uil del Lazio – perché la sanità non si fa sulla pelle dei lavoratori. Servizi di qualità si fondano su lavoro di qualità. In piazza abbiamo rappresentato tutti, chi è precario, chi lavora con le più varie forme di contratto, salari minimi e diritti al ribasso, chi ha figli e non può fruire di malattie pagate o congedi. Il nuovo contratto dovrà essere l’unico di riferimento per tutto il sistema sanitario privato. E servono regole più stringenti e trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche, a tutela delle condizioni di lavoro e dei servizi pubblici alla salute. L’impegno che l’Assessore D’Amato ha preso con i segretari generali regionali e nazionali presenti all’incontro, durante lo sciopero di oggi, è quello di intervenire subito sulle norme che regolano l’accesso al lavoro nelle strutture, sul precariato e sui carichi di lavoro, superando i requisiti minimi che
troppi sacrifici hanno determinato per i lavoratori. L’impegno è anche quello di portare, in Conferenza Stato Regioni, la questione del rinnovo del contratto, per superare gli ostacoli che continuano a impedire la chiusura delle trattative”.
“La mobilitazione non si ferma: andremo avanti – chiudono Di Cola, Chierchia e Bernardini – finché non otterremo tutto quel che stiamo chiedendo da troppo tempo. Monitoreremo i lavori del Consiglio regionale ogni giorno per seguire l’iter di definizione delle nuove norme, e di certo porteremo i lavoratori e le lavoratrici anche sotto la Pisana, se tutto questo non dovesse tradursi in concreto, in tempi brevi. Lo dobbiamo a tutti quei 25 mila professionisti, infermieri, terapisti, OSS, tecnici e amministrativi, che lavorano in pessime condizioni da anni, senza diritti e con un salario fermo e spesso non paragonabile a chi svolge lo stesso lavoro, ma in strutture pubbliche, e nonostante tutto svolgono con estrema professionalità il loro lavoro, al servizio dei cittadini”.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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