domenica, Maggio 16, 2021
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Denis Cavatassi assolto dalla Corte Suprema. Gli amici: “Buon rientro parò”

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TORTORETO – Ci si augurava che potesse finire così. Ma era solo una speranza. Ora è certezza: Denis Cavatassai, condannato in primo grado a morte in Thaliandia, è finalmente un uomo libero. “Denis e’ innocente! La corte suprema thailandese lo ha assolto da tutte le accuse e finalmente potrà tornare in Italia”. Lo scrive in una nota la famiglia Cavatassi. “Ringraziamo la Farnesina – proseguono i familiari – , l’ambasciatore Galanti, il direttore Vignali, il presidente della Camera Roberto Fico, l’on. Luigi Manconi e l’avvocato Alessandra Ballerini, l’avvocato thailandese Puttri Kuwanonda e il Regno della Thailandia. Ringraziamo tutti gli amici che ci sono stati vicini e ringraziamo i giornalisti che hanno fatto da “cassa di risonanza” standoci vicini con intelligenza, sensibilità e professionalità”. Rischiava la pena di morte l’abruzzese Denis Cavatassi. Era accusato in Thailandia di essere il mandante dell’omicidio, del 2011, del suo ex socio in affari. Lui si era sempre proclamato innocente.

Lo aveva detto il fratello Adriano, che aveva dichiarato: “Siamo fiduciosi nella Corte Suprema”. E ora, finalmente. le speranze si sono concretizzate in realtà. Denis era da tempo in attesa del giudizio della Corte Suprema, visto che sul suo conto pendeva una condanna alla pena capitale. Scriveva qualche tempo fa un amico di Denis su Facebook: “Caro Denis, sono ormai passati tanti anni dal giorno in cui ti portai con me in quel lungo viaggio. La nostra meta era l’Australia, ma ci fermammo un bel po’ anche in Asia, e la Thailandia colpì il tuo cuore. Mi dicesti da subito che avresti voluto conoscerla meglio, magari trasferirti per iniziare una nuova meravigliosa avventura. Ed io fui felicissimo della tua scelta, del tuo lavoro, di tua moglie e poi della splendida bimba.

Non avrei mai potuto immaginare tutto ciò che sarebbe accaduto di lì a poco… La tragedia del 2011, che ci ha lasciato tutti sconcertati… La tua prigionia folle, senza uno straccio di minima prova, senza un trattamento di umana decenza, le firme raccolte, la mozione approvata all’unanimità in consiglio comunale, la scarcerazione… E la tua telefonata appena liberato, piena di gioia e lacrime, che mai dimenticherò. Credevamo fosse finita lì. E invece no. Le incertezze della sentenza, le incomprensioni di uno Stato nel quale non vi è certezza del diritto, le telefonate con tua sorella Romina, gli avvocati che speculavano sulla tua pelle, i silenzi imposti per una ragionevole speranza di liberazione… Oggi credo sia stata fatta la scelta migliore: quella di interrompere il silenzio e raccontare a tutti la tua pazzesca storia, rendere la tua vicenda un vero e proprio caso internazionale, dove la giustizia e il diritto sono stati palesemente calpestati.

Ora le associazioni di difesa dei diritti umani devono metterti ai primi posti dei loro pur pieni odg, le nostre istituzioni dovranno intervenire e risolvere. Tu sei un cittadino di questa Italia e di questa Europa, ed io mi aspetto che Italia ed Europa facciano, come devono, il loro dovere. Quello di liberarti e riportarti a casa. Nella mia vita ho conosciuto migliaia di persone, e posso dire che tu sei una delle poche che ha sempre mostrato e dimostrato di avere due grandi doti: un cuore enorme, ed una forza di volontà infinita. Io questo lo so. Altri, al tuo posto, sarebbero crollati da un pezzo. Tu no, tu ce la farai. Ti aspettiamo qui. A fra poco Parò”. Ed oggi quel suo stesso amico ha scritto: “Ed ora sarà un Natale ancora più bello Buon rientro parò “.

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