domenica, Maggio 16, 2021
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A Teramo la presentazione del libro di De Ascentiis, “Storia della liquirizia in Abruzzo”

Teramo -Sabato 22 dicembre, ore 18, nel cuore di Teramo, all’Auditorium di Santa Maria a Bitetto, in via Stazio 48, si terrà la presentazione del libro di Adriano De Ascentiis “Storia della liquirizia in Abruzzo” (Ricerche&Redazioni, 2018).

All’evento, organizzato in collaborazione con la Condotta Slow Food Pretuziana, il WWF Teramo e l’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Teramo, interverranno insieme all’autore: Luigi Ponziani, Assessore alla Cultura della Città di Teramo, Marcella Cipriani, Fiduciario della Condotta Slow Food Pretuziana, Silvia De Paulis, Componente del Comitato Esecutivo Slow Food Nazionale, e Dante Caserta, Vice-Presidente WWF Italia.

Il libro, che vanta una presentazione firmata dal naturalista Aurelio Manzi, racconta per la prima volta l’affascinante storia della presenza, coltivazione e trasformazione della liquirizia in Abruzzo, con un focus particolare sulla città di Atri. Usata fin dall’antichità come farmaco, la radice di liquirizia intorno al ’700 iniziò ad essere adoperata a scopo alimentare, in particolare nella preparazione di dolci e caramelle.

Adriano De Ascentiis, direttore dell’’Oasi WWF Riserva dei Calanchi di Atri, da anni sta conducendo una ricerca sulla storia e sull’evoluzione degli ambienti naturali, del paesaggio e delle specie di piante e animali della nostra provincia e non solo. In questo volume ripercorre le vicende che legano la liquirizia alle genti dell’Abruzzo, soprattutto quello costiero. Un viaggio che, attraverso un’approfondita ricerca d’archivio, permette al lettore di tuffarsi nelle storie che hanno consentito la nascita di una vera e propria economia, dove opifici, operai e contadini sono stati per un lungo periodo attori di un processo di industrializzazione di territori strettamente legati all’agricoltura di sostentamento e alla pastorizia.

Nei vari capitoli del volume si trovano informazioni inedite, racconti di vita, fotografie, cartografie e stampe antiche che aiutano a comprendere il forte legame di queste terre con la “radice dolce”.