sabato, Gennaio 16, 2021
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L’Italia evita la procedura d’infrazione. Conte: “Si può essere coraggiosi e responsabili allo stesso tempo”

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La Commissione europea ha stabilito di non avviare la procedura per debito eccessivo nei confronti dell’Italia, dopo l’accordo raggiunto con Bruxelles. E’ arrivato l’emendamento del governo che recepisce l’intesa con l’Ue sulla manovra. La proposta di modifica è stata depositata in commissione Bilancio al Senato. In sostanza, la Commissione avrebbe deciso di soprassedere sull’avvio della procedura in attesa di ulteriori verifiche da compiere nelle prossime settimane per tornare poi a fare il punto della situazione a gennaio una volta che la legge di bilancio sarà stata approvata dal Parlamento. Così ha commentato ieri il premier Giuseppe Conte sul proprio profilo Facebook:

“Abbiamo evitato la procedura d’infrazione da parte della Commissione europea. La conclusione positiva di questo negoziato dimostra che si può essere coraggiosi e responsabili allo stesso tempo. Sono orgoglioso di aver rappresentato, a nome di tutto il Governo, quel desiderio di cambiamento che gli italiani hanno espresso in maniera inequivocabile con il proprio voto, nel totale rispetto della casa europea alla quale apparteniamo. Da oggi il Governo può impegnarsi a fondo per portare a termine la sua azione di rilancio, per liberare le migliori energie del Paese a sostegno della crescita e dell’occupazione. È un grande giorno per la democrazia. Di seguito la lettera ricevuta questa mattina da Juncker, Dombrovskis e Moscovici tradotta in italiano

“Signor Presidente, Signor Ministro,
Ringraziamo anzitutto della lettera del 18 dicembre 2018 relativa ai proposti emendamenti del progetto di bilancio 2019 dell’Italia. Come è noto al Governo italiano, il 21 novembre 2018 la Commissione europea ha adottato un secondo parere sul documento programmatico di bilancio riveduto che l’Italia aveva presentato il 13 novembre, confermando l’esistenza di un'”inosservanza particolarmente grave” delle raccomandazioni rivolte dal Consiglio dell’Unione europea all’Italia il 13 luglio.

Poiché l'”inosservanza particolarmente grave” rilevata nei piani di bilancio dell’Italia per il 2019 modificava in maniera sostanziale i fattori significativi analizzati nella precedente relazione del maggio 2018, giustificandone quindi un aggiornamento, la Commissione europea ha adottato altresì una relazione a norma dell’articolo 126, paragrafo 3, del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

Analizzati tutti i fattori significativi, in detta relazione la Commissione è giunta alla conclusione che non fosse rispettato il criterio del debito fissato nel patto di stabilità e crescita e che quest’inosservanza giustificasse l’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo. Il 29 novembre il comitato economico e finanziario ha formulato un parere a norma dell’articolo 126, paragrafo 4, del trattato, confermando le conclusioni cui era giunta la Commissione e rilevando la possibilità che elementi nuovi emergessero dal dialogo in corso fra la Commissione e le autorità italiane. Anche l’Eurogruppo del 3 dicembre ha condiviso la valutazione della Commissione, raccomandando all’Italia di adottare le misure necessarie per conformarsi al patto di stabilità e crescita e esprimendo sostegno per il processo di dialogo in corso fra la Commissione e le autorità italiane.

Prendiamo debitamente atto delle misure di bilancio che il Governo italiano intende sottoporre al Parlamento come emendamento del progetto di legge di bilancio, che ci sono state comunicate con la lettera trasmessa alla Commissione. L’adozione di tali misure – compresa la prevista clausola di salvaguardia (il meccanismo di “congelamento”) – nella legge definitiva sul bilancio 2019 che il Parlamento italiano dovrà votare prima della fine di quest’anno, permetterebbe alla Commissione europea di non raccomandare l’avvio di una procedura per disavanzo eccessivo a questo stadio.

La Commissione europea continuerà a seguire l’andamento del bilancio in Italia, ed in particolare l’esecuzione del bilancio 2019, nel contesto del semestre europeo per il coordinamento delle politiche economiche. Vogliate gradire, signor Presidente, signor Ministro, i sensi della nostra più alta considerazione.

Pierre MOSCOVICI, Valdis DOMBROVSKIS, Jean-Claude JUNCKER​​”

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994, collabora regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero (dal 1994 al 1998 a Macerata, per la cultura , dal 1999 al 2002 a San Benedetto del Tronto, per la cronaca bianca, dal giugno 2005 al luglio 2007 ad Ancona per la cronaca nera e giudiziaria ), La Rucola, periodico maceratese di cronaca, cultura, satira (dal 1996 al 1998 a Macerata), Il Piceno, periodico della Provincia di Ascoli Piceno (2002 – 2003). Le esperienze più significative: dal dicembre del 2003 collabora con Il Resto del Carlino di Ascoli Piceno, testata per la quale si occupa di cronaca, politica, cultura, spettacolo, sanità, sindacale, inchieste, con servizi anche per il regionale. Il 5 gennaio 2005 conclude la propria esperienza di stagista (della durata di 6 mesi). Un mese dopo riprende la precedente collaborazione con Il Messaggero di Ascoli Piceno seguendo la politica locale, la cultura e la cronaca bianca con servizi anche per il regionale. Nel giugno 2005 si sposta su Ancona, dove si occupa per Il Messaggero di cronaca nera e giudiziaria. Dal 2006 collabora con La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Dal 3 agosto 2009 è direttore del quotidiano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Il contratto ha la durata di poco meno di un anno per chiusura della testata. E’ stata direttore della sezione giornalistica di Tvp, canale 119 del digitale terrestre nell'anno 2015. Ora direttore della testata giornalistica www.la-notizia.net

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