mercoledì, Agosto 12, 2020
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Montecassiano, l’ultimo saluto a Eraldo Isidori: “Sul tuo esempio non smetteremo di cercare Sergio”

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di Maurizio Verdenelli

MONTECASSIANO – Avrebbe avuto 44 anni Sergio Isidori, e forse (chissà?) li ha ancora, lontano, molto lontano dalla Collegiata di Montecassiano dove Villa Potenza si è raccolta per dire addio al padre Eraldo, 78 anni ed insieme al mistero più grande che Macerata abbia vissuto nella sua storia lanciando sulle prime pagine 39 anni prima dei terribili ‘Fatti’ dell’inverno scorso, il nome della città fino ad allora ‘avara’ nel concedersi alla cronaca nera. “Eraldo, ti auguriamo d’essere ora e per sempre accanto a tuo figlio. E a mamma Silvia, ai fratelli Gianmaria e Giorgia di ritrovare Sergio” ha auspicato dall’altare don Franco Palmieri. Il parroco di Villa Potenza ha concelebrato a Montecassiano il rito funebre con don Pierandrea Giuochi, don Giuseppe Branchesi e il diacono Marino Foresi -ex assessore comunale, cui si deve la casa di riposo nella frazione maceratese.

Folla commossa e i silente nella bella ed ampia chiesa che porta ancora i segni del terremoto (le transenne bloccano gli altari laterali) dominato dalla magnifica opera quattrocentesca di Mattia della Robbia con la Vergine e i santi Rocco e Sebastiano. All’ombra lunga delle picche infisse drammaticamente nel corpo del santo martirizzato ecco al centro della navata la bara grigia di un padre che per metà della sua esistenza ha conosciuto il peso senza fine del dolore. E’ la vicenda umanissima di Eraldo Isidori spentosi a Bologna, in ospedale a seguito di uno degli ‘acciacchi’ dei quali era afflitto e per i quali doveva rivolgersi alla chirurgia cardiologica con intervento finale alla valvola aortica. Questo ha rivelato la figlia Giorgia, nata tre mesi dopo la scomparsa del fratellino Sergio, il pomeriggio del 23 aprile 1979 quando tutto il paese era in chiesa per dire addio ad un parroco molto amato e al cui nome è ora dedicata la banda musicale: don Ennio Salvadei. Un momento ed un luogo adatti per un rapimento, in ogni caso un mistero assoluto. Nebbia e buio dai quali non è emerso assolutamente nulla: “Abbiamo setacciato anche le scuole delle regioni vicine a cominciare dalla tua Umbria: niente” mi disse l’allora capo della squadra mobile, maresciallo Nuciforo. Tenebra dalle indagini a tutto campo fino all’archiviazione del 2013. “Un mistero che la nostra famiglia si porta dietro da quasi quattro decenni e che noi continueremo ad indagare sull’esempio ‘ostinatissimo’ di nostro padre” ha aggiunto la giovane donna che tolto il giubbetto rosso, si è mostrata a tutti dall’altare con la t-shirt dell’associazione Penelope (l’associazione delle famiglie degli scomparsi) di cui lei è presidente regionale. “Chi dimentica cancella…e noi non cancelliamo” c’è scritto sul retro della maglietta azzurra e Giorgia/Penelope ha rilanciato dall’altare la sfida a non arrendersi, a ritrovare Sergio/Ulisse. “A guidarci ci sarà ancora lui” ha detto Giorgia indicando la bara del padre, la voce rotta per un attimo dall’emozione nel parlare di ‘amore’, ‘apertura’, ‘volontà ostinata di andare’ avanti’ e di ‘porte sempre aperte anche dopo furiosi litigi’. Già l’amore di Eraldo: ne aveva parlato poco prima il parroco di Montecassiano, don Pierandrea e lei Giorgia, aveva scritto subito qualcosa nell’agendina. “Era il primo a stringere la mano, a chiedere: come stai? E senza l’ausilio dei social, impegnando se stesso, mettendoci la faccia” ha detto poi la figlia. E quel dolore sempre dentro che non lo abbandonava mai, che lo seguiva come un compagno abituale. Ogni giorno. Già, i social. La ragazza dai capelli rossi, che dall’età della ragione cerca un fratello mai conosciuto, si è tolta qualche sassolino dalla scarpa. Attaccando senza far nomi, quei parlamentari della Lega, movimento cui il padre tanto aveva dato, fattisi da parte dopo l’attacco all’ intervento ‘sgrammaticato’ dell’on. Isidori. “E’ stato deriso, abbandonato, non compreso il suo impegno”. E Stefano Migliorelli (Lega): “Vero. Eraldo era un uomo del popolo, senza ‘ismi’, eletto alla Camera dei Deputati. Aveva impegno ben determinato, a questo non è venuto meno. Ed ha saputo perdonare perché era un uomo buono e nessuno poteva dire di essere suo avversario”.

Per il defunto, il parroco di Montecassiano ha scelto due letture dal Vangelo di Luca (letto da Giuseppina Fraticelli) su due celebri Annunciazioni ad indicare una strada perduta. L’esempio delle madri di San Giovanni Battista e di Cristo a segnalare la necessità di tornare ad avere la capacità di ‘essere genitori’ e di ‘amare’ “capacità che Eraldo Isidori ha avuto sempre nel cuore. Insieme con la fede”.

Posso essere vicino alla Chiesa se un rappresentante di questa non ha voluto rivelarmi dove fosse mio figlio? Tuttavia la mia fede resta ferma” ha detto l’avv. Stefano Migliorelli, fazzoletto verde al taschino, riferendosi al caso dell’ex parroco di San Giorgio che in confessionale avrebbe ricevuto rivelazioni decisive sul destino del piccolo Sergio. Tre anni fa la famiglia si era rivolta a papa Francesco e a mons. Marconi perché esentassero il religioso (don Mario Buongarzoni, ora 92enne) dal vincolo del segreto e desse rivelazioni decisive. Non ci fu risposta. Un tormento questo che afflisse davvero Eraldo. Chi scrive condivise con lui la mensa della villa di Montecassiano di proprietà del produttore di molti film di successo ed ex segretario di Enrico Mattei, Gioele Centanni, grande amico “del deputato” (scherzava Gioele, spentosi ad inizio 2017). E a pranzo oppure alla guida della sua ‘Mercedes’ scura alimentata a metano ed ansimante in salita, il pensiero di Eraldo era sempre li: un chiodo fisso, ostinatamente. “Era un uomo trasparente, di elevata affidabilità professionale ed umanissimo che noi chiamavamo spesso in azienda (Fornaci Smorlesi ndr) data la sua bravura di elettrotecnico” lo ha ricordato così Alfredo Cesarini, presente in chiesa insieme con i consiglieri comunali Ivano Tacconi (amico di famiglia), Deborah Pantana, Giuseppe Cognigni, la coordinatrice provinciale della Lega Maria Letizia Marino, l’ex segretario provinciale della Lega Nord, Luigi Rapaccini, e l’allenatore della Maceratese HR, Francesco Moriconi.

Un grande applauso ha accolto poi all’uscita della Collegiata e lungo la scalinata la bara avvolta dalla bandiera della Lega. “Non dimentichiamo, andiamo avanti, facciamo come ci ha insegnato lui: esserci sempre” è stato ancora il messaggio di Giorgia Isidori ai tanti, tutti, che l’hanno circondata pieni d’affetto e commozione a conclusione della funzione religiosa. “Non dimentichiamo, non cancelliamo la volontà di ritrovare Sergio”. Un bimbo di appena 5 anni dai riccioli bruni, dai profondi occhi neri visto l’ultima volta andarsene affiancato da uno sconosciuto, in un paese deserto con la testa altrove per pensare ad un’altra tragedia dopo la morte del proprio ‘pastore’: gli occhi di baby Isidori che sono nella sua ultima istantanea che solo ‘Il Messaggero’ la mattina dopo riuscì a pubblicare grazie all’impegno del ‘principe’ dei fotoreporters, Pietro ‘Briscoletta’ Baldoni. Vestito da piccolo D’Artagnan, Sergio, nel cuore di una festa del carnevale allora appena trascorso, continua a guardarci dal proprio mistero senza fine, irrisolto e senza una traccia, senza una spiegazione pur minima, senza un perché.

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Redazione
Lucia Mosca è giornalista iscritta all'albo. Dal 1994 al 2015 ha collaborato regolarmente con riviste e quotidiani tra i quali Il Messaggero, Il Resto del Carlino, La Stampa di Torino per la cronaca nazionale. Nel 2009 è direttore del quotidiano teramano in edicola Il Giornale24ore, su Teramo e provincia. Ora direttore della testata giornalistica on line la-notizia.net

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