mercoledì, giugno 19, 2019
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Can che abbaia … non morde

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Can che abbaia … non morde. Dopo una campagna elettorale incerta sui risultati e dopo una difficile formazione del governo, in molti avevano sperato che finalmente la quadra potesse essere chiusa e si potesse pensare a risolvere i problemi che da sempre affliggono l’Italia. Immigrazione, economia, lavoro, sanità, giustizia, pensioni e chi più ne ha più ne metta.

La campagna elettorale prima ed il patto di governo poi, avevano lasciato intendere che le questioni di maggior rilevanza potessero trovare soluzione.

Così, dopo un lungo braccio di ferro dai toni aspri con l’Europa, sembrava che il governo Italiano avesse avuto la meglio per quanto riguarda l’Immigrazione clandestina e potesse passare a trattare il grande problema della disoccupazione e delle pensioni, con grande determinazione.


Anche qui, toni aspri e proclami di fuoco e la convinzione che finalmente l’Europa, cattiva ed usurpatrice, potesse soccombere e cedere al volere di un governo, legittimamente eletto dal popolo , che, a torto o ragione, voleva uscire dai parametri imposti dalla commissione Europea che da troppo tempo costringono gli Italiani non solo a immani sacrifici, ma che addirittura hanno visto l’economia indebolirsi e le aziende in difficoltà chiudere o fallire.

Riduzioni delle tasse, pensioni, pace fiscale, reddito di cittadinanza per combattere la povertà: un abbaiare forte di soluzioni che avrebbero dovuto dare serenità agli Italiani e rimettere in moto quella economia da troppo tempo sopita.

Veramente pochi i disillusi che ben sapevano che il tutto era impossibile, dal momento che l’Italia ha nel tempo, dal 1943, firmato dei trattati talmente vincolanti e di cessione continua di sovranità, che giammai potrà agire autonomamente nell’interesse  del proprio popolo.

Tutti i 12 Presidenti della Repubblica, da De Nicola, a Einaudi,  a Gronchi a Ciampi, per finire con Napolitano e Mattarella, per citarne solo alcuni, in un modo o nell’altro hanno dovuto firmare o ratificare trattati cedendo passo passo porzioni sempre più ingenti di sovranità.

La prova è rappresentata dal fatto che l’Italia è l’unica nazione che deve chiedere come utilizzare le proprie risorse e la possibilità di fare debito alla Commissione europea, non eletta direttamente dal popolo e che ha poco o nessun interesse nel risolvere le problematiche italiane.

Evitiamo inutili polemiche, così come evitiamo di esprimerci sulle proposte di spesa effettuate dal governo Italiano e bocciate dalla Commissione europea poiché darebbero adito a sterili discussioni, di cui già abbondantemente trattano da tempo i vari media. Una cosa è certa: quello che è accaduto in questi giorni, in occasione della presentazione della manovra finanziaria, che oggi si chiama patto di stabilità, non è altro che l’ultima delle imposizioni che dimostrano in maniera tangibile come non siano il popolo ed il governo a gestire la questione Italia bensì una “Commissione”. Da qui la conferma del detto: Can che abbaia… ( Governo) non morde….

Ettore Lembo

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