martedì, Aprile 20, 2021
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Il bue e l’asinello. Come finirono nel Presepe?

E’ dal Concilio di Trento che la Chiesa incoraggia a realizzare il presepe nelle case come mezzo di trasmissione della fede. Ma da dove ha origine l’usanza di allestire la “natività” di Gesù con delle statuine? ll sito www.vaticano.com spiega: “Fu Francesco d’Assisi che nel 1223 di ritorno dalla Terra Santa, poco dopo l’approvazione della Regola dei frati Minori, si recò all’eremo di Greccio e volendo celebrare il Natale in quel luogo, che gli appariva molto simile a Betlemme, pose un altare sopra una mangiatoia, presepe significa proprio mangiatoia), fece portare della paglia, un asino ed un bue, di seguito celebrò l’Eucarestia”. La domanda legittima è questa: da dove Francesco trasse le informazioni per costruire il presepe con i suoi elementi tradizionali? Sempre lo stesso sito ammette che oltre ad alcuni elementi descritti dai vangeli di Matteo e Luca “sì utilizzarono i vangeli apocrifi, specificano il numero e il nome dei Magi, ed il protovangelo di Giacomo che nomina il bue e l’asinello, nonché elementi della iconografia cristiana, quali il manto azzurro di Maria simbolo del cielo e il manto dai toni dimessi di Giuseppe, che rappresenta l’umiltà”.

Nei vangeli canonici, Matteo, Marco, Luca e Giovanni non sono riportati né i nomi né il numero dei magi, espressione dal greco originale che per alcuni dovrebbe essere tradotta “maghi” o “astrologi”. Ma a proposito del bue e dell’asinello una nota al vangelo dello “Pseudo Matteo” nel volume i “Vangeli apocrifi” edito da Einaudi Tascabili, spiega l’incredibile errore che portò alla nascita della leggenda dei due animali intorno a Gesù bambino. L’autore del vangelo apocrifo applica una profezia dell’Antico Testamento, del profeta Abacuc, dove viene detto che c’è qualcuno “in mezzo a due età”.

Un banalissimo errore di traduzione dal greco al latino divenne “in mezzo a due animali”, e così nacque la leggenda che si perpetuò da allora sino al Medio Evo e fino ai nostri giorni. D’altra parte molti degli elementi che compaiono nei presepi come quelli descritti non trovano base storica in nessuno dei quattro vangeli canonici. Mentre va ricordato che i vangeli apocrifi sono il frutto di fantasie spesso infantili e di errori di autori posteriori ai cristiani della prima generazione. A proposito di questi scritti  alcuni studiosi hanno affermato che “il problema non è chi li abbia esclusi dal Nuovo Testamento: si sono esclusi da sé”.

 

Roberto Guidotti

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Roberto Guidotti
Giornalista pubblicista iscritto all'Albo dei giornalisti delle Marche

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