mercoledì, Dicembre 1, 2021
Home > Marche > Quando la Befana tornò in calendario grazie ai Grandi Marchigiani su proposta di una ragazzina di Serravalle

Quando la Befana tornò in calendario grazie ai Grandi Marchigiani su proposta di una ragazzina di Serravalle

SAN BENEDETTO

di Maurizio Verdenelli

Non fu certo un caso come quello recente di Nonna Peppina a Fiastra, ma certo la soppressione 42 anni fa, insieme con altre feste religiose, della tradizionale Befana (legge n.54 del 5 marzo del 1977) fece discutere molto anche e soprattutto il mondo laico e dei bambini. E se l’Epifania è rientrata trionfante nell’85 -Decreto n.793 del Presidente della Repubblica, allora Francesco Cossiga- lo si deve tanto a protagonisti marchigiani. A cominciare da Venanzo Ronchetti, che sarebbe diventato famoso in Italia come ‘il sindaco del terremoto (del ’97)’, Sandro Pertini, Giovanni Spadolini, Silvano Rizza ed Alessandra Conti, allora studentessa di scuola media nella stessa Serravalle di Chienti da dove nell’autunno dell’82 partirono due pullman, pieni zeppi di allievi (tra i quali l’attuale sindaco di Camerino, Gianluca Pasqui) alla volta del Quirinale per essere ricevuti dal Presidente Pertini. Una prassi per tutte la scuole del Paese voluta da ‘Sandro’ e che il socialista Pertini aveva colto al volo sorprendendo anche lo stesso comune serravallese, il cui segretario aveva ricevuto una telefonata da Tonino Maccanico, braccio destro operativo del Capo dello Stato. Alla comitiva si era aggregato lo stesso Ronchetti con un presente dei ‘compagni socialisti’ nel nome di Pietro Capuzi, il leggendario capo partigiano, fucilato a Visso, cui Pertini doveva indirettamente la vita proprio in territorio marchigiano (trovando rifugio presso una casa di coloni a Pievetorina durante una tormenta di neve). Al Quirinale il ‘compagno Presidente’ al nome di Capuzi, pronunciato da Ronchetti, si era commosso e nel suo nome era nata un’empatia con la delegazione serravallese. Tanto che Pertini aveva subito aderito alla proposta della giovanissima Alessandra Conti (ora residente con la sua famiglia a Foligno) di ripristinare la festa della ‘simpatica vecchietta che a noi ragazzi piace tanto’. “Ma certo, ne parlerò con l’amico Spadolone…” disse il Presidente. Riferendosi al premier, cittadino treiese ‘ad honorem’. Detto fatto. Ma le procedure, come noto, sono lunghe tuttavia mai interrotte se tre anni dopo, succeduto Cossiga a Pertini, l’Epifania, solo lei tra tutte le altre feste soppresse, venne trionfalmente ripristinata. Una vittoria, cui contribuì fortemente da ‘Il Messaggero’, con l’allora condirettore (direttore l’urbinate Vittorio Emiliani) Silvano Rizza, dominus della Scuola di giornalismo di Urbino. Il quale interpretando lo spirito di Roma, legatissimo alle ricorrenza del 6 Gennaio, aveva fatto pesare sulla bilancia tutto il peso del quotidiano più importante della Capitale, con quattrocentomila copia vendute sopratutto nel Centitalia – con una non irrilevante quota attribuibile alle redazioni marchigiane allora operanti.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net