mercoledì, giugno 19, 2019
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Brexit: in Gran Bretagna il progetto pilota di “No Deal”

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Non è un titolo fuorviante: qualcosa si è mosso a Londra, durante queste festività. E probabilmente il risultato delle feroci negoziazioni verrà ufficializzato alla Camera dei Comuni già all’inizio della prossima settimana. Il divorzio tra Gran Bretagna ed Unione Europea senza un protocollo condiviso sembra ormai l’unica via praticabile dal Primo Ministro Theresa May.

Sembra che alla fine l’area ultraconservatrice capeggiata da Boris Johnson (ex sindaco di Londra ed ora leader di ciò che resta dell’Ukip) abbia ottenuto un accordo politico per l’uscita senza ulteriori negoziati dall’accordo sulla libera circolazione di persone, merci e capitali.

E se l’accordo unilaterale probabilmente non porterà ai cittadini britannici i pochi benefici economici che poteva avere una trattativa condivisa con Bruxelles, questo dovrebbe portare ad una maggiore stabilità dell’area di governo, rispetto al rivale Jeremy Corbin, in crescita nei sondaggi anche a causa dei dissapori nel centrodestra inglese.


Il governo May, con la cautela che contraddistingue la Premier, pure sulla scorta di provvedimenti drastici, vorrebbe quindi dare il via ad una serie di operazioni “progressive” e limitate a determinati ambiti, per vedere fino a dove possono estendersi le misure da applicare a discapito degli accordi europei. La prima azione concreta, denominata Operazione Brock, ha riguardato 89 camion, partiti dall’aeroporto abbandonato di Maston (Kent) e dirigersi verso il porto di Dover, che dista appena una trentina di chilometri dal canale di Calais. Tale tratta non ha mai supportato un così intenso passaggio di mezzi pesanti ed in effetti l’analisi di questo protocollo si è rivelato a dir poco fallimentare, senza contare che all’ingolfamento di veicoli sulle arterie stradali si aggiungerebbero anche i rallentamenti dovuti alle operazioni di controllo di dogana, a cui oggi sono sottoposti al minimo, per quello che riguarda le merci destinate al Mercato Unico.

Andrea Zappelli

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