domenica, marzo 24, 2019
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La Terza Classe torna in concerto. Sabato 12 gennaio a Torre del Greco

La Terza Classe torna in concerto. Sabato 12 gennaio a Torre del Greco poi sarà la volta di Aversa. Non si ferma l’eco positivo della tournée americana (ricordiamo che sono state fatte ben 28 date in un mese) che il gruppo composto da Pierpaolo Provenzano (chitarra, voce), Rolando “Gallo” Maraviglia (contrabbasso, voce), Enrico Catanzariti (percussioni, voce) – con l’ormai consolidata collaborazione dei musicisti Corrado Ciervo (violino, keyboard) e Alfredo D’Ecclesiis (armonica e voce) –
torna a calcare i palchi. 
Dopo un lungo riposo si esibiranno in due tappe campane e nel frattempo programmano il tour europeo e il tour in giro per lo stivale.
La band partenopea dallo spirito country ripropone dal vivo i grandi classici del suo repertorio ma soprattutto i brani che compongo il recente EP omonimo pubblicato dalla label Polosud records.
Cinque brani tra folk, pop e bluegrass che segnano l’evoluzione stilistica de La Terza Classe.

Ascoltali o Acquista il disco
SPOTIFY https://open.spotify.com/album/02HoOvJ91tttF175mbKFFy
iTUNES https://itunes.apple.com/it/album/la-terza-classe-ep/1439899712
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[Richiedi il press kit digitale o la copia CD per recensioni/interviste]

Ascolta/Guarda il video clip del secondo singolo “Promise” estratto dall’Ep omonimo
https://youtu.be/A8B2WeJsA9c
 
Ascolta/Guarda il video clip del primo singolo “Have you Again” estratto dall’Ep omonimo
https://youtu.be/Ujwvd3jqnzY 


Alcuni estratti da articoli recenti:

” … è un extended play che ci permette di viaggiare con il Grand Canyon sullo sfondo, ballando la sera intorno a un fuoco, immaginando terre lontane, assi di legno consumate a far da palco. E godersi la festa”. (Michele Neri, VINILE)

“… per la prima volta il trio, che dal vivo diventa quintetto, si è misurato con proprie composizioni, fedeli allo stile che li ha ispirati sin dalla nascita, dall’iniziale ‘Promise’ alla saltellante ‘Smile’, ma con un’apertura al suo folk britannico e testi che provano ad essere contemporanei magari parlando di iPhone”. (Il Mattino)

“Si tratta di cinque tracce che oscillano tra il country-pop-rock di “Smile” e “Stuck in my mind”, del corale folk dalle tinte emotional di “Promise”, della ballata avvolgente di “Have you again” e della malinconica acustica “Life’s for the living” scritte tutte con una notevole dose di equilibrio, specialmente quello vocale con tre ugole molto intonate e ben calibrate”. (Vittorio Lannutti, Freak Out Magazine)

“Le novità portate dall’EP riguardano le sonorità folk proposte in chiave più moderna, dopo uno studio approfondito della musica folk anglosassone da parte della band. Il sound fresco e vigoroso, unito al calore dei cori, è un perfect match”. (Marco Baldini, Music.it)

“La Terza Classe, tra l’America e Napoli la band partenopea nata dalla strada”. 
(Angela Lonardo, ilgiornaleoff.ilgiornale.it)

“Un EP omonimo di inediti, uscito di recente per la label Polosud Records, dove albergano insieme l’attitudine dei primi Mumford & Sons e le atmosfere di certi dischi dei Simon & Garfunkel”. (Vladimiro Vacca, Losthighway.it)

“L’America per ogni artista rappresenta sempre una sorta di utopia, per i ragazzi de La Terza Classe questa utopia è diventata pane quotidiano”. (Raffaele Calvanese, Insidemusic.it)

Guarda/Ascolta la video intervista rilasciata all’Agenzia di Stampa Nazione DIRE
http://www.dire.it/19-12-2018/274677-video-la-terza-classe-il-ponte-folk-che-lega-napoli-a-nashville/?

La Terza Classe è una band atipica per la scena musicale italiana. Con le radici ben piantate nel folk e nel bluegrass americano, hanno sviluppato un sound personale ricco di influenze inglesi ed internazionali.

I cinque brani che compongono l’EP sono stati prodotti dalla band in collaborazione con Massimo De Vita (Blindur), mixati da Paolo Alberta (Negrita, Roy Paci, Ligabue); masterizzati da Andrea Suriani (Cosmo, Calcutta, Coez)
Se i primi due lavori discografici, “Ready to Sail” (2013, autoprodotto) e “FolkShake” (2016, su etichetta “Ad Est dell’Equatore”), i brani proposti erano re-interpretazioni di classici della tradizione folk americana oggi il trio, che dal vivo diventa quintetto, pubblica cinque brani inediti che vanno a comporre l’EP dal titolo omonimo.

La novità sonora di questo disco è frutto prima di tutto delle ricerche che abbiamo operato nella tradizione musicale folk anglosassone“; dichiara la band. “Dopo aver suonato, studiato e fatto ricerca in questi ambiti abbiamo voluto portare la nostra musica ed i nostri testi in una dimensione più moderna rispetto a quella affrontata nel nostro precedente lavoro“.

La sorte è dalla loro parte: nel 2014 La Terza Classe parte per il primo tour negli Stati Uniti dove fra una data e l’altra incontra fortunosamente Jim Lauderdale (Jim si fermò sull’Highway fra Knoxville e Nashville poiché il nostro van era in panne, da lì nacque una profonda amicizia, racconta la band). Il famoso artista country/soul pluripremiato ai Grammy Awards (produttore e collaboratore di George Strait, Gary Allan, Elvis Costello, Blake Shelton, the Dixie Chicks, Vince Gill, Patty Loveless) invita la band ad esibirsi al noto show televisivo americano Music City Roots (guarda http://bit.ly/2Qgc5zM), a Nashville; da questo momento in poi La Terza Classe parteciperà a ben quattro edizioni del programma.
Nel 2015, 2016, 2017 La Terza Classe ritorna in America per tre tournée calcando numerosi palchi, fra i più prestigiosi quelli del Big Ears Festival in Tennessee, il Rockwood Music Hall di New York ed il Bluegrass Undreground. 

Il gruppo non disdegna partecipazioni nel mondo del cinema e la tv, così 
sono presenti in alcuni spot Sky, partecipano a “Italia’s got talent”, arrivando alle semifinali, e partecipano ad alcune trasmissioni tv di Joe Bastianich. Col cinema il flirt è più intenso così sono presenti nel film di Francesco Prisco con Rocco Papaleo (Bob & Marys, 2018) e producono un documentario dal titolo “Flat Tyre – An American music dream” (regia diUgo Di Fenza) sull’esperienza della loro prima tournée americana; il docufilm ha vinto il premio come migliore documentario al Napoli Film Festival e al Salento International Film Festival. (Foto di Riccardo Piccirillo)

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