mercoledì, Dicembre 1, 2021
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Cesare Battisti preso in Bolivia. Il figlio di Bolsonaro: “Matteo Salvini, il piccolo regalo sta arrivando”

E’ stato fermato a Santa Cruz. E’ finita così in Bolivia la latitanza di Cesare Batiisti. Aveva barba e baffi finti e indossava occhiali scuri  quando è stato fermato dalla squadra dell’Interpol. Aveva con sè i documenti. Si è fatto arrestare senza opporre resistena. Ora si apre il capitolo estradizione. Verrà trasferito in Brasile e poi verrà portato in Italia per scontare l’ergastolo. Una latitanza, la sua, durata ben 37 anni: Messico, Francia, Brasile, Bolivia. Si è dimostrato sempre beffardo nei confronti dell’Italia e irrispettoso verso le autorità  ed i familiari delle vittime. Arresti, fughe, estradizioni mancate. Una lunga scia di sangue, per la quale Battisti non ha ancora pagato: quattro omicidi, per cui deve scontare due eragstoli. Pene mai espiate.

Cesare Battisti era in Bolivia da diversi giorni. Lo hanno accertato gli agenti della Polizia che subito dopo la fuga dell’ex terrorista dei Proletari armati per il comunismo si erano recati in Brasile per collaborare con le forze dell’ordine brasiliane. Poco prima di Natale, Criminalpol e Antiterrorismo avevano individuato la Bolivia come Paese dove poteva essere fuggito Battisti.

Il deputato federale Eduardo Bolsonaro, figlio del presidente Jair Bolsonaro, celebra su Twitter l’arresto di Cesare Battisti, catturato a Santa Cruz de la Sierra in Bolivia, e si rivolge al nostro ministro dell’Interno: “Matteo Salvini, il ‘piccolo regalo’ sta arrivando”, scrive. E sempre su Twitter, l’ambasciatore italiano in Brasile, Antonio Bernardini, commenta: “Battisti è stato preso! La democrazia è più forte del terrorismo”.

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