martedì, Ottobre 15, 2019
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Livello di assistenza sanitaria: promosse le Marche, tra le prime 8 regioni italiane

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Ancona – Le Marche all’ottavo posto in Italia in quanto ad efficienza del Servizio Sanitario con un punteggio di 201. Lo dicono gli indicatori LEA (Livelli essenziali di assistenza) resi noto dal Ministero della Salute. Insieme ad altre 7 Regioni raggiunge un punteggio superiore a 200.

Le altre regioni che rientrano nel novero dei giudizi positivi sono queste: Piemonte, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Lombardia, Umbria,e Abruzzo. Altre otto Regioni si collocano in un punteggio compreso tra 200 e 160 (livello minimo accettabile): Liguria, Friuli Venezia Giulia, Basilicata, Provincia Autonoma di Trento, Lazio, Puglia, Molise e Sicilia. Le Regioni Campania, Valle d’Aosta, Sardegna, Calabria e la Provincia Autonoma di Bolzano si caratterizzano per i punteggi inferiori a 160 e presentano diverse criticità ascrivibili in particolare all’area della prevenzione (screening e coperture vaccinali) e all’area distrettuale (residenziali anziani e disabili).

Da che cosa è determinato il punteggio? La Griglia LEA 2017 si compone di 33 indicatori (gli stessi della Griglia 2016) ripartiti tra le attività di prevenzione collettiva e sanità pubblica, l’assistenza distrettuale e l’assistenza ospedaliera erogate dalle regioni e consente di individuare per le singole realtà regionali sia quelle aree di criticità in cui si ritiene compromessa un’adeguata erogazione dei livelli essenziali di assistenza, sia di evidenziare i punti di forza dell’assistenza sanitaria erogata. Questo strumento ha acquisito negli anni una crescente visibilità mediatica, poiché attraverso un punteggio finale di sintesi consente di determinare il livello raggiunto dalla singola regione in termini di performance dei Servizi Sanitari Regionali.


Il punteggio delle Marche superiore a quello dell’anno scorso che era di 192, permette l’adempimento del “Mantenimento nell’erogazione dei LEA” e di poter accedere al maggior finanziamento del SSN – quota premiale del 3% delle somme dovute a titolo di finanziamento della quota indistinta del fabbisogno sanitario al netto delle entrate proprie.

Roberto Guidotti

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