domenica, Ottobre 24, 2021
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Reddito di cittadinanza, scontro social tra Maria Elena Boschi e Alessandro Di Battista

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Reddito di cittadinanza, è scontro social tra Maria Elena Boschi e Alessandro Di Battista. “L’atteggiamento radicalchic rappresenta la loro morte politica. Partecipano alle cene da 6.000 euro a tavolo e scrivono queste stupidaggini trattando le persone che vivono in povertà come semplici fancazzisti. Gli italiani ormai li odiano e neppure se ne rendono conto. Continuano imperterriti nella strada dell’arroganza. Si guardano l’ombelico, al massimo lo sguardo lo rivolgono solo verso l’ultima borsa di Hermes acquistata “per far girare l’economia” e appesa nell’armadio in mezzo alla naftalina. Ma la verità è che sotto naftalina ormai ci sono loro. Conserviamoli per i posteri. Affinché i futuri uomini politici sappiano come non diventare mai”. Così Alessandro Di Battista aveva commentato il post con cui Maria Elena Boschi aveva schernito il reddito di cittadinanza con queste parole: “Dice Di Maio che con il reddito di cittadinanza da oggi cambia lo Stato Sociale. La colonna sonora diventa infatti: Una vita in vacanza”.

La risposta della Boschi non si fa attendere e dà il via ad uno scambio di post al vetriolo: “Di Battista dice che io sono radical chic perché contraria al reddito di cittadinanza. Invece andare sei mesi stipendiato dal Fatto Quotidiano (a proposito: quante borse si comprano con lo stipendio pagato dal Fatto?) in giro per il mondo a farsi selfie come lo chiamiamo? Dovete rassegnarvi: c’è anche chi non la pensa come voi. Per me il reddito di cittadinanza è un errore. Lo scrivo. E inizia il manganello mediatico ispirato da Dibba e dai suoi. Commenti volgari, insulti, offese. Si può ancora esprimere un’opinione o è già ufficialmente vietato dal Sacro Blog? Io nel dubbio continuo a dire la mia senza paura e senza incertezze”.

Il battibecco social prosegue e Di Battista risponde: “Carissima Maria Elena in Centro America sono andato a lavorare (verbo sconosciuto per la figlia di un banchiere) e se non vuoi ricevere critiche certe scemenze non le scrivere su FB, sussurrale dolcemente a Briatore e Tronchetti Provera durante le cene da 6.000 euro a tavolo. Ti ricordo poi che ho restituito 260.000 euro del mio stipendio da parlamentare e 43.000 euro di assegno di fine mandato. Sai quante Birkin o Kelly da Hermes ci si comprano? Circa 32! 32, più o meno come i voti che vi sono rimasti. A te questi 260.000 euro sono rimasti in tasca, quindi fai spazio nell’armadio!”

Questo l’ultimo post con cui la Boschi replica: “Rispondo ancora a Di Battista che continua a chiamarmi in ballo. Carissimo Alessandro, io ho sempre lavorato come avvocato e ho pagato le tasse. Attività che spero non ti suoni sorprendente, considerati i precedenti delle tue aziende. Quanto a mio padre: sono molto fiera di non avere un padre fascista. E la correttezza di mio padre è stata riconosciuta nei Tribunali che – a differenza della vostra squallida gogna mediatica – hanno ancora valore in una Repubblica Democratica. Aspetto di conoscere la tua dichiarazione dei redditi dopo i soldi che hai ricevuto dal Fatto Quotidiano per il tuo lavoro di giornalista in Centro America: la mia la trovi online. E coi nostri 32 voti faremo opposizione a chi vuole riportare l’Italia in recessione, come nel tuo amato Venezuela. Buon weekend”.

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