domenica, luglio 21, 2019
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Minacciati di perdere i figli. Quando la Russia replica l’oppressione nazista ai Testimoni di Geova

“Eˊavvenuto, quindi può accadere di nuovo: questo è il nocciolo di quanto abbiamo da dire”. Era questo il pensiero di Primo Levi nella sua ultima opera letteraria I sommersi e i salvati. Sebbene l’autore di Se questo è un uomo considerava unica e irripetibile storicamente, la tragedia nazista e la Shoah, il timore che esprimeva riguardava il pregiudizio, l’intolleranza, il razzismo, l’antisemitismo strisciante, sempre pronti a far capolino nelle menti ottenebrate di leader e sudditi per poi trasformarsi in azioni cruente. Purtroppo aveva ragione. Senza rievocare le tante catastrofi umane degli ultimi 74 anni, le persecuzioni razziali, etniche e religiose continuano senza sosta.

Quella attuale dei testimoni di Geova in Russia, è forse poco conosciuta dalle opinioni pubbliche in generale ma è indubbiamente una di queste. La si potrebbe definire paradossale oltre che tragica, visto che ripete un copione già visto che  sarebbe dovuto scomparire dal 1945 in poi.

I Testimoni di Geova o i Bibelforscher come erano anche chiamati sotto il regime nazista, subirono una spietata repressione che portò 10.000 di loro nelle prigioni e nei campi di concentramento dove oltre 1.200 persero la vita per stenti ed esecuzioni capitali. Tra le misure repressive del regime una delle più terribili riguardava i figli dei testimoni di Geova. Si è calcolato che 840 bambini e ragazzi  tedeschi, austriaci e francesi furono sottratti alle famiglie per essere “rieducati” all’ideologia nazista nei riformatori, negli istituti o affidati a famiglie senza figli di dichiarata fedeltà al regime. 


Nel 2019, incredibile ma vero, una minaccia del genere incombe in Russia di nuovo su decine di migliaia di pacifiche famiglie rispettose delle leggi dello Stato e dal comportamento civico esemplare. La persecuzione e il relativo bando abbattutosi sui testimoni di Geova russi ha portato a imprigionamenti, sopraffazioni, angherie di ogni genere come riportato dettagliatamente nel sito www.jw.org/it/news/jw-news/area-geografica/russia.

Non paghe di tutto questo, le autorità russe hanno paventato ai testimoni quello che è l’incubo per ogni genitore: perdere il proprio figlio perché sottratto da qualcun altro. Il 14 novembre 2017 con la risoluzione n. 44 il Plenum della Corte Suprema della Federazione Russa ha deciso che i genitori possono essere “privati della patria potestà da un tribunale” se in qualche modo rendono i propri figli partecipi di un’organizzazione religiosa dichiarata “estremista”. Il 23 novembre 2017 il Ministero dell’Istruzione e della Scienza ha diramato una “raccomandazione” a livello nazionale chiedendo che i bambini esposti a un’“ideologia […] religiosa estremista” vengano “rieducati”. Il Ministero ha indicato solo due gruppi: i figli di membri dell’ISIS e quelli dei testimoni di Geova. Ha specificato che “decine di migliaia di bambini e adolescenti” hanno genitori testimoni di Geova. Attualmente non sembrano siano stati presi tali orribili provvedimenti, ma la minaccia resta ancora sinistramente presente.

Il 27 gennaio 1945 fu l’Armata Rossa a schiantare i cancelli di Auschwitz e a scoperchiare il mostro nazista palesandolo al mondo in tutta la sua vergognosa follia e disumanità. Il 9 maggio di ogni anno, nella Russia attuale viene celebrata in pompa magna con parate militari spettacolari, la vittoria sulle forze dell’Asse chiamata “Giornata della Vittoria”. Nel contempo una brutale e accanita persecuzione a tutti livelli colpisce chi aveva operato un vera resistenza al Nazismo e nei decenni successivi, manifestato neutralità politica, amore per la pace e rifiuto singolo e collettivo di militarizzarsi, anche a costo di pagare con anni di prigione.

Se il “Mai più” viene puntualmente evocato ogni volta che si commemora la Shoah, come monito per le generazioni attuali, sono veramente in pochi a preoccuparsi in Europa all’angosciante replica della barbarie nazista verso lo stesso gruppo religioso che non si piegò né a Hitler né a Stalin e che nonostante tutto continua a resistere virtuosamente all’assurda presa di posizione della Russia odierna.

 

Nella foto, ragazzini sottratti dai nazisti ai genitori testimoni di Geova

 

 

Roberto Guidotti

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