sabato, luglio 20, 2019
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La sanità nelle aree interne, Giuseppe D’Alonzo: “Programmazione ad hoc”

Riceviamo e pubblichiamo: “Mi ha molto colpito la lettera aperta ai candidati alla presidenza della Regione Abruzzo di una pediatra aquilana pubblicata sul quotidiano Il Centro, una chiara riflessione sulla situazione di svantaggio dal punto di vista del diritto alla salute degli abitanti delle aree interne e di montagna e la necessità di riparare in qualche modo a queste condizioni sfavorevoli.

Sono sicuro che i candidati presteranno attenzione a ciò che viene chiesto, e Legnini lo sta già facendo dimostrando grande interesse per quelli che sono i problemi delle aree interne, però mi sento in dovere di raccogliere il grido di allarme della dottoressa e rilanciarlo più forte, perché una montagna viva è possibile solo se vi è una programmazione e l’offerta di servizi che siano studiati ad hoc per un territorio. In particolare la sanità nelle aree montane è un argomento che mi tocca da vicino, per il quale mi batto da anni, con fondi che mancano e difficoltà logistiche, prova ne è il fatto che a Nerito di Crognaleto siamo riusciti a realizzare una sede destinata alla Croce Bianca quale punto di raccolta e operatività, fondamentale per riuscire a prestare soccorso alla popolazione in tempi adeguati. Ma si può fare tanto di più e su tutte le aree interne della nostra Regione.

In territori dalla conformazione geologica meravigliosa ma con difficoltà nei collegamenti, bisogna puntare sulla medicina di prossimità, cercare di aumentare la presenza dei medici di famiglia e pediatri nelle zone montane, anche grazie all’istituzione di “case della salute” nei territori più difficili, che propongano servizi ambulatoriali specialistici e servizi assistenziali, dove si potrà prevedere la presenza per alcune ore settimanali proprio dei medici di famiglia, potrebbe essere istituita anche la figura dell’infermiere di famiglia e/o di comunità, una figura professionale che in sinergia con il medico di famiglia, effettuerà una valutazione complessiva dei bisogni dell’assistito stabilendo, in base alle necessità, delle visite a domicilio periodiche da parte dell’infermiere stesso. Queste soluzioni per la popolazione dei territori interni e montani devono essere valutate come una effettiva riduzione della spesa sanitaria, grazie alla diminuzione dei ricoveri ospedalieri evitabili, ma soprattutto al miglioramento della qualità di vita degli anziani.


Questi devono essere gli obiettivi che vanno perseguiti attraverso una oculata programmazione sanitaria regionale: il potenziamento dei servizi di prossimità avvicinando i servizi sanitari alla persona, pensando agli anziani e alle persone con ridotta autonomia funzionale, attraverso un offerta più capillare di assistenza domiciliare e, quando praticabile, ricorrendo a strumenti innovativi come la telemedicina e il supporto al cittadino nell’utilizzo dei servizi digitali; l’organizzazione delle cure primarie in modo polifunzionale con un’offerta garantita su un ampio arco temporale giornaliero, coinvolgendo l’associazionismo e il volontariato, per dare supporto alle popolazioni più esposte ai fenomeni di spopolamento e alle difficoltà di accesso ai servizi territoriali; la necessità di un accesso all’ospedale tempestivo in situazioni di emergenza sanitaria.

Perché se è vero che le Aree Interne rappresentano un elemento di criticità dovuto alle loro intrinseche caratteristiche, dall’altro la scelta di mettere al primo posto questi obiettivi nella programmazione regionale fanno sì che si possano sperimentare nuovi e più efficaci modelli organizzativi, che se avessero buoni risultati in contesti difficili come quelli montani, potrebbero essere volano di sviluppo per una sanità più vicina al cittadino su tutto il territorio regionale”.

Giuseppe D’Alonzo

Candidato Consigliere Regione Abruzzo

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