sabato, aprile 20, 2019
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La deputata Natália Blahová bacchetta la Slovacchia sulla sottrazione di minori: corrette le critiche dell’Italia

Secondo quanto riportato da www.buongiornoslovacchia.sk, la deputata Natália Blahová, membro del partito opposizione Libertà e solidarietà (SaS), avrebbe puntato il dito nella giornata di lunedì contro i tribunali slovacchi accusandoli di “non curarsi di come vengono adottati i loro verdetti nei casi di minori detenuti illegalmente in Slovacchia anche dopo ripetuti e definitivi giudizi in senso contario”, chiedendo una completa supervisione a questo riguardo. Blahová avrebbe fatto riferimento al recente intervento in Senato di Simone Pillon, che il 9 gennaio ha citato come caso estremo la Slovacchia, che sarebbe tra i primi paesi a non rispettare le convenzioni internazionali sulle sottrazioni internazionali di minori, facendo riferimento a sei casi italiani: Andrea Cavalcanti, Leonardo Rassu, Emiliano Russo, Alessandro Matera, Andreas Masoner, Marco Di Marco. Ha infine invitato le più alte cariche istituzionali governative competenti ad intervenire.

“Come ha ricordato la deputata – scrive Buongiorno Slovacchia – , quando le corti slovacche stabiliscono che i bambini dovrebbero essere affidati alle cure di un genitore o di un tutore legale, l’altro genitore a volte rifiuta di rinunciare al bambino. In questi casi, ovvero se un genitore o tutore si rifiuta di affidare il bambino alle cure di una persona designata da un tribunale, ha sottolineato Blahová, per l’esecuzione del verdetto possono possono intervenire polizia e assistenti sociali e togliere i bambini alle persone che non dovrebbero trattenerli. Purtroppo, «i tribunali spesso non arrivano a questo passo», ha detto.

Al momento presso le corti slovacche trattano ogni anno circa 700 casi irrisolti riguardanti bambini sottratti. Nel 2017, su 119 sentenze emesse solo 44 sono state eseguite, mentre 75 minori sono rimasti con chi li teneva illegalmente nonostante ordinanze contrarie”.


“La Slovacchia si è impegnata – si legge ancora – , con l’adozione della Convenzione sugli aspetti civili della sottrazione internazionale di minori (la cosiddetta convenzione dell’Aja), ad agire immediatamente sui rapimenti di bambini e l’autorità competente deve ordinare il ritorno immediato del minore al genitore designato. A sostegno dell’istanza di Natália Blahová è intervenuto anche il collega deputato Alojz Baranik, che ha sottolineato che quando un tribunale non agisce in conformità con la legge è necessario verificare il perché, e appurare che i tribunali non siano corrotti. Egli ha invitato a nome del partito SaS il ministro della giustizia Gábor Gál a discutere dei casi citati con i presidenti dei rispettivi tribunali, oltre a insistere sull’accollare sanzioni disciplinari ai giudici che permettono ritardi nell’esecuzione delle sentenze”.

 

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