martedì, Ottobre 19, 2021
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Oscar 2019: il miglior film è Green Book, ma Bohemian Rhapsody vince più di tutti grazie a Rami Malek

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Sicuramente un bel film, Green Book si aggiudica il premio come miglior film alla 91esima notte degli Oscar – Academy Awards. I temi di integrazione, amicizia e inclusione, che stanno caratterizzando tutti i salotti “intellò” statunitensi negli ultimi due anni, hanno avuto la meglio su altri titoli che partivano avvantaggiati, secondo critica, ma soprattutto incassi al botteghino.

Il buttafuori italoamericano Tony Lip (interpretato magistralmente da Viggo Mortensen) viene ingaggiato come autista da Don Shirley (Mahershala Ali), il pianista jazz più in voga nel 1962, anno nel quale è ambientato il film. Tony dovrà guidare il musicista da New York agli stati del sud, imbattendosi in una realtà molto diversa dalla grande città: i diritti civili sono sostanzialmente negati agli afroamericani, che devono ancora integrarsi nella società, malgrado il benessere post-bellico si stia diffondendo in tutte le famiglie.

La regia di Peter Farrelly ci descrive un’america rurale, fatta di motel e aree di servizio, basata sostanzialmente sul libro Negro Motorist Green Book, vero “filo rosso” della pellicola. Una realtà ben diversa dall’iconica New York che siamo abituati a vedere nella narrazione del grande schermo di quegli anni e che ci viene presentata solo all’inizio del film. I due dovranno fare affidamento l’uno dell’altro, prima ancora che sull’umanità dei loro compagni di viaggio. Un’opera certamente da tenere in considerazione, che fa da contraltare ai messaggi sovranisti che Donald Trump propone nella sua agenda quotidiana, e che con lo spirito critico e l’emergere delle contraddizioni che propone, regala una statuetta allo sceneggiatore Mahershala Ali, il quale afferma di essersi ispirato alla storia del padre nella stesura della trama del film.

Degno di nota anche Bohemian Rhapsody, che ha letteralmente sbancato con ben quattro statuette portate a casa: miglior attore protagonista, Rami Malek (noto ai Millenials per la serie tv Mr. Robot), e poi le statuette “minori” di sound editing, sound mixing e montaggio.

Insomma, una notte degli Oscar degna di nota e ricca di sorprese, che purtroppo in Italia è passata in secondo piano rispetto agli exit polls delle Elezioni Regionali della Sardegna.

Andrea Zappelli

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