lunedì, Dicembre 6, 2021
Home > Italia > Antirazzismo, antifascismo, nuove e vecchie ideologie: ma ora bisogna guardare al futuro

Antirazzismo, antifascismo, nuove e vecchie ideologie: ma ora bisogna guardare al futuro

editoriale dicembre 2021

Antirazzismo, antifascismo, nuove e vecchie ideologie. L’Italia non e’ razzista e non e’ fascista. I fatti parlano chiaro. E sembrerebbe essere diventato piuttosto un fatto demagogico utilizzare questi termini per definire chiunque non sia prettamente di sinistra. Tentare di regolamentare il flusso migratorio con regole precise, non si puo’ di certo associare a nessuno dei due termini. A Milano il corteo antirazzista avrebbe registrato la presenza, secondo Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali in prima linea nell’organizzazione, di 250mila persone. Poi c’e’ chi dice siano state 100mila. Ma non e’ questa la cosa importante. La cosa importante e’ il messaggio che ne e’ passato.

Queste le parole del sindaco Beppe Sala: “E’ un momento di grande cambiamento per il Paese, è questa la nostra visione dell’Italia. Uno spartiacque per la società. Uno spartiacque tra apertura e chiusura, tra qualche sogno autarchico, che si manifesta nell’idea di trasmettere solo canzoni italiane alla radio, e una visione internazionale. Non lasciate la politica solo ai politici – raccomanda – da Milano può ripartire un’idea diversa dell’Italia”. Si e’ specificato che la manifestazione non voleva essere tesa al contrasto dell’attuale governo, ma forse, e solo forse, a qualcuno il dubbio e’ venuto. Che poi, tra l’altro, ci sarebbe da discutere su tante cose.

Quella di MIlano e’ stata una manifestazione pacifica, ma altre, di certo, che hanno avuto luogo in altre occasioni, non si possono definire tali. Ed un pochino di onesta’ intellettuale non guasterebbe, per quardare con sincerita’ alla realta’ dei fatti. Fascismo e comunismo sono ormai, almeno in Italia, termini obsoleti e riferiti a periodi storici ormai lontani. Ma riempirsi la bocca di certi termini in determinate occasioni fa “tendenza”. Bisogna andare avanti, superare certe visioni e lavorare solo per il bene del Paese. L’Italia ha sempre accolto, fin sopra le proprie possibilita’, subendo anche gli effetti sgraditi di certe conseguenze di un cosi’ elevato fenomeno migratorio.

Ed in troppe occasioni le forze di sinistra hanno sfruttato e continuano a utilizzare in maniera impropria il termine fascismo, generando confusione ed indicando come fasciste tutte quelle organizzazioni politiche ispirate all’ideologia di destra e non solo, che nulla hanno di dittatura e di violento, ma tendono a valorizzare tutti quei sentimenti riconosciuti come lo stato, la famiglia, l’ordine, la giustizia, il lavoro, la Patria.

Se poi parliamo di storia, non dimentichiamo che, dopo oltre 70 anni di silenzio, grazie a testimonianze e pazienti studi di uomini desiderosi di giustizia verso i martiri di criminali azioni, stanno venendo fuori le documentazioni che provano inequivocabilmente quanto associazioni comuniste e politici di chiara fama, appartenenti a queste associazioni, abbiano commesso contro la popolazione inerme, azioni cruente e crudeli.

Tuttavia ancora oggi, nonostante le evidenti prove che dimostrano la verita’ degli efferati crimini commessi, gli appartenenti alla vecchia sinistra continuano a negare, e spronano i loro “adepti” a rivoltarsi contro chi pretende giustizia, o chi loro avversario.

Non e’ facile capire come oggi nel Liceo “Giordano Bruno” di Roma si sia data la possibilità all’ANPI di tenere una conferenza sulla questione Istrio- Giuliano-Dalmata. Associazione che ha sempre sostenuto le proprie tesi piu’ o meno discutibili.

E’ di non troppo tempo fa  la notizia della scritta contro la patria ed i soldati che si sono immolati per essa posta sul monumento ai caduti di Messina. Come poi un po’ più a Nord, esattamente a Parma, e’ apparsa la scritta minacciosa nei confronti del ministro Salvini. Un clima di odio permanente, che si nasconde e si rifugia  dietro l’essere antifascista.

Tra l’altro, da creare nel 2018 e’ stata creata una “ANAGRAFE NAZIONALE ANTIFASCISTA”, comunità virtuale di valori, “aperta a tutti coloro che si riconoscono in una serie di principi enunciati sulla Carta di Stazzema”.

“Perché   – si legge sul sito https://anagrafeantifascista.it/ – una Anagrafe antifascista nel 2018? Perché sta succedendo qualcosa di preoccupante. Si riaffacciano simboli, parole, atteggiamenti, gesti ed ideologie che dovrebbero appartenere al passato. Non solo. Si fanno largo sentimenti generalizzati di sfiducia, insofferenza, rabbia, che si traducono in atteggiamenti e azioni di intolleranza, discriminazione, violenza verbale”. La Carta di Stazzema afferma che esistono diritti inalienabili che ogni essere umano possiede, senza distinzione per ragioni di pensiero, razza, colore, sesso, lingua, religione, opinione politica, origine nazionale o sociale”.

Lo spirito di fratellanza dovrebbe unire, non dividere.  E ideologie ispirate al passato, qualsiasi esse siano, dovrebbe lasciare il posto al desiderio di fare per costruire il futuro.

E anche Beppe Grillo dice la sua: “Il loro nuovo schema mediatico è il fascismo a intermittenza- spiega Grillo – Quando i partiti e i media che gli strisciano attorno non sanno più come contrastare una posizione di buon senso del MoVimento 5 Stelle gridano al fascismo. Fino a qualche settimana fa, infatti, il MoVimento era fascista perché voleva accendere i fari sul comportamento delle Ong nel mar Mediterraneo. Poi contrordine compagni: la frase ‘chi critica la gestione dell’immigrazione e il ruolo delle Ong negli sbarchi in Italia va apostrofato come fascista’ contiene un errore di stampa e pertanto va letta: ‘chi critica la gestione dell’immigrazione e il ruolo delle Ong negli sbarchi in Italia è chiaramente un grande statista”. 

Ettore Lembo

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright La-Notizia.net